Feuerbach (1804- 1872)

Rappresentazione del filosofo Feuerbach

Feuerbach sviluppava il suo pensiero filosofico sulla base dell’ideologia di Marx.

  • Il primo aspetto analizzato nella filosofia di Feuerbach consisteva nel recuperare un’analisi concreta della realtà e delle caratteristiche del soggetto.
  • Il secondo aspetto si riferiva al fatto che per spiegare la sua filosofia, Feuerbach riprendeva il metodo dialettico elaborato da Hegel nella sua opera più importante la Fenomenologia dello Spirito Assoluto.
  • Il termine dialettica deriva dal greco dialego che significa conversare, e/o polemizzare, infatti per gli antichi greci del V secolo a.C. la dialettica rappresentava l’arte del conversare per raggiungere la verità assoluta attraverso le contraddizioni dell’altro e cercando un ragionamento per superarle.

Approfondimento filosofico sul pensiero di Carl Marx

Karl Marx

L’economia politica era la passione intellettuale più importante per Marx. I suoi contributi sulla Gazzetta Renana si erano occupati di analizzare le questioni economiche dal punto di vista giuridico e politico. Nel 1844 Marx pubblicò il Manoscritto economico-filosofico e nel 1845 iniziò la collaborazione con Engels con il quale scrisse la critica della critica quindi si distaccò definitivamente dal pensiero politico hegeliano e in modo particolare da Feuerbach il quale aveva sviluppato una profonda critica della religione attraverso il concetto hegeliano di alienazione (termine che deriva dal latino aliens cioè alieno) che si riferiva alla condizione per la quale un individuo all’interno del proprio luogo di lavoro, come la fabbrica, perdeva il valore della sua identità personale e veniva considerato come uno strumento o mezzo per la produzione (si pensi all’approccio Taylor-Fordista che si basava sul metodo di lavoro tramite la catena di montaggio nel 1913).

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Discorso sul tema del coronavirus secondo il pensiero di Galimberti

Secondo il filosofo Galimberti la paura rappresenta un ottimo meccanismo di difesa che si manifesta quando le persone osservano un pericolo. Il tema del coronavirus è indeterminato perchè non sappiamo da dove proviene, per questo motivo che Galimberti sottolinea il tema dell’angoscia. La seconda considerazione che il filosofo cerca di argomentare riguardo a questa malattia fa riferimento al fatto che nel corso di poco tempo si è passato da una condizione di terrore e questo ha provocato la chiusura e la sospensione di tutte le attività quotidiane come andare a lavoro, fare la spesa e le relazioni sociali. Questa situazione fa capire che i soggetti sono fondamentalmente tre: la popolazione la quale si regola sul Mondo della vita, la politica la quale ha messo in atto delle precauzioni per evitare la diffusione del virus, e infine l’ambito sanitario perchè rappresenta il contesto in cui analizza e studia la malattia continuando a fare i tamponi. La responsabilità della politica in questo ambito consiste nel fatto che deve tenere conto dell’economia e dello stile di vita delle persone. Dal punto di vista filosofico, si fa riferimento ad Aristotele il quale ricorda che il comportamento delle persone non è determinato da teoremi o schemi predefiniti e non solo dalla conoscenza, ma soprattutto da una particolare caratteristica umana, cioè la phronesis ( termine che deriva dal greco e significa prudenza o buon senso). Storicamente la phronesis era una virtù ricondotta ad Ulisse, e Omero nelle sue opere lo considerava come un phronemon cioè come una persona astuta che in realtà si traduce con il concetto di saggezza, cioè la capacità di muoversi in particolari situazioni pericolose.

Dal punto di vista psicologico, sostiene Galimberti, “l’aumento progressivo dei contagiati ha provocato un allarme, ma come è stato spiegato precedentemente, non si può parlare di paura, ma di angoscia considerato un sentimento importante per l’individuo poichè tramite esso egli non è in grado di comportarsi. Riguardo la questione della paura la persona è in grado di conoscere l’oggetto di riferimento e nel caso dell’angoscia subentra il tema dell’incertezza di tutte le persone che dovrebbero contenerla”.

La società contemporanea

Le contraddizioni della società contemporanea

Ho voluto iniziare a scrivere questo capitolo, spiegando secondo il mio punto di vista il significato della parola passione. La passione è l’unico strumento che permette all’individuo di migliorarsi e di maturarsi perché senza di essa siamo considerati dei semplici corpi che vagano per il Mondo. L’uomo contemporaneo, rispetto alle generazioni passate, ha cambiato il modo di pensare e il proprio stile di vita a causa della sovrabbondanza e surplus di prodotti e mezzi che ha a disposizione spesso inutili per la sopravvivenza. L’uomo post-moderno vive in una realtà sempre più competitiva e veloce e sembra che abbia perso la percezione di sé stesso e dei propri obiettivi finali, poiché viene spesso utilizzato e manipolato come mezzo e strumento dai poteri forti, i quali partecipano ad essere le più importanti potenze del mondo, nonché grandi burattinai. Credo fermamente che lo studio e la conoscenza siano l’unica strada che permette all’uomo di trovare un posto nel Mondo, di vivere un futuro migliore inseguendo le proprie passioni e soprattutto di essere liberi. In questo capitolo verranno analizzati gli aspetti più importanti della società contemporanea e i cambiamenti che l’individuo ha dovuto subire e nello stesso tempo usufruire per adattarsi ad uno stile di vita definito ormai tecnologico. Per capire il termine tecnologico bisogna ricostruire l’origine e le radici storiche di questa espressione, la quale si è trasformata nel tempo. La parola tecnologia deriva dal greco “logos” significa studio, discorso mentre tecnica deriva dalla parola greca “Technè” e significa tecnica, esercizio, pratica. Il primo filosofo che utilizzò la parola technè fu Aristotele, nell’opera l’Etica Nicomachea, il quale disse che per condurre una vita buona, l’individuo doveva praticare le virtù attraverso la tecnica e la ricerca. In questa opera filosofica egli precisa che ogni tecnica e ogni ricerca, come ogni azione e ogni scelta, tendono a qualche bene. Aristotele riteneva che l’uomo, essendo un animale politico, possa raggiungere la perfezione morale, non individualmente, ma in campo politico, sia perché corrisponde alla sua natura, sia perché la sua opera diventi potente ed efficacie. La caratteristica fondamentale del suo pensiero filosofico consiste nello stabilire quale sia il bene supremo a cui l’azione dell’uomo deve tendere per realizzare la sua perfezione; Aristotele spiega che il bene supremo è il raggiungimento della felicità che consiste nel vivere bene e avere successo.

Il Materialismo storico – dialettico: da Hegel a Marx

Per comprendere il pensiero filosofico, politico e sociologico di Carl Marx, bisogna partire da Hegel.

Hegel ( 1770-1831) era un filosofo tedesco il quale sviluppava l’intero pensiero filosofico sul concetto di Fenomenologia, dal quale aveva pubblicato l’opera La Fenomenologia dello spirito scritta tra il 1806 e il 1807. In questo suo scritto Hegel affrontava il tema della dialettica (cioè la riduzione dell’uomo e della storia a manifestazione dello spirito assoluto).
Il termine dialettica deriva dal greco dialego che significa conversare, polemizzare, infatti per gli antichi greci la dialettica rappresentava l’arte del conversare per raggiungere la verità assoluta attraverso le contraddizioni dell’altro e cercando un ragionamento per superarle. Secondo la concezione del filosofo tedesco, l’individuo per raggiungere la verità assoluta e la propria libertà deve necessariamente superare alcune fasi importanti. La prima fase veniva definita da Hegel Tesi che indicava l’affermazione dell’individuo in quanto tale, descritta nelle istituzioni storiche della società, la seconda veniva definita Antitesi considerata un momento di rottura e opposizione del diritto e della moralità, fino a giungere alla Sintesi inteso come il superamento delle contraddizioni e antinomie, l’identità individuale vive in perfetta armonia con l’affermazione della società civile e dunque con la formazione del più alto momento di eticità rappresentato dallo Stato. Dunque il materialismo storico e dialettico secondo Hegel rappresentava il superamento della filosofia di Hobbes e l’introduzione del concetto di Stato nella società civile. L’individuo non veniva più considerato come suddito rispetto all’autorità assoluta (Il Leviatano), ma come cittadino facente parte di una comunità che si basava sul riconoscimento della propria libertà.

Bauman e la post-modernità

Rispetto al passato, nel periodo post-moderno, viene introdotto un cambiamento culturale che ha determinato la nascita di nuove forme di sensibilità. Secondo il sociologo Bauman (1925-2017) la post-modernità viene definita come l’età dell’incertezza nella quale è stata abbandonata la ricerca dei fondamenti. Il mondo post-moderno è caratterizzato dalla nascita e sviluppo dell’industrializzazione e informatizzazione. Tali scoperte tecnologiche hanno condotto alla fine di grandi narrazioni e racconti che hanno caratterizzato il secolo precedente. In ogni fase storica esisteva una visione progressiva della storia dove il progresso era caratterizzato dal conquiste sociali quali l’emancipazione cioè la liberazione da una determinata condizione di inferiorità.

Il significato culturale di tali cambiamenti sociali era molto più importante del suo significato politico. Ad esempio, i movimenti studenteschi erano considerati come “memento mori”, cioè rivolti ad una generazione che aveva quasi creduto di aver risvolto per sempre i problemi della società occidentale. Gli abitanti dei Paesi dell’Europa Occidentale e Centrale conducevano uno stile di vita cosmopolita, avevano vissuto da tempo in un mondo caratterizzato da un costante cambiamento caratterizzato dalla trasformazione tecnologica e dall’innovazione culturale. Negli anni ’70 andarono in crisi i partiti e i movimenti politici che si basavano sul consenso della classe operaia. Da questo periodo in poi, si parla di società post-industriale, caratterizzata dalla rapida trasformazione tecnica della produzione, la maggior parte delle quali economizzarono, accorciarono, o addirittura eliminarono il lavoro umano. Nonostante il nuovo processo di industrializzazione di massa, la classe operaia era unita dalla componente centrale della vita, la collettività, il predominio del “noi” sull’io. Esisteva la convinzione che le persone potevano migliorare la propria vita solo con l’azione collettiva.

Il pensiero filosofico di Antonio Gramsci

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini”. A. Gramsci

Vita e pensiero politico- filosofico

Gramsci nasceva nel 1891 ad Ales e moriva nel 1937, è stato un personaggio importante dal punto di vista politico e giornalistico, poiché è riuscito ad analizzare temi riguardanti la questione meridionale. Egli possedeva una personalità molto forte, il suo rigore morale rappresentava un esempio e un modello di dignità. Nel pensiero di Gramsci venivano sottolineati diversi temi quali l’egemonia come sviluppo politico il quale rappresentava un progresso filosofico oltre che politico e pratico, il ruolo della categoria degli intellettuali e il tema del rapporto tra le sovrastrutture e la realtà. Nell’avviamento allo studio della filosofia e del materialismo storico è importante elaborare la propria concezione del Mondo in modo consapevole e critico, essere in grado di partecipare attivamente alla produzione della storia del Mondo, essere una guida di sé stessi e non accettare passivamente dall’esterno l’impronta alla propria personalità.

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