Approfondimento filosofico sul pensiero di Carl Marx

Karl Marx

L’economia politica era la passione intellettuale più importante per Marx. I suoi contributi sulla Gazzetta Renana si erano occupati di analizzare le questioni economiche dal punto di vista giuridico e politico. Nel 1844 Marx pubblicò il Manoscritto economico-filosofico e nel 1845 iniziò la collaborazione con Engels con il quale scrisse la critica della critica quindi si distaccò definitivamente dal pensiero politico hegeliano e in modo particolare da Feuerbach il quale aveva sviluppato una profonda critica della religione attraverso il concetto hegeliano di alienazione (termine che deriva dal latino aliens cioè alieno) che si riferiva alla condizione per la quale un individuo all’interno del proprio luogo di lavoro, come la fabbrica, perdeva il valore della sua identità personale e veniva considerato come uno strumento o mezzo per la produzione (si pensi all’approccio Taylor-Fordista che si basava sul metodo di lavoro tramite la catena di montaggio nel 1913).

Tra il 1857 e il 1858 Marx analizzava i fatti economici più importanti del periodo storico nel quale viveva e per questo motivo si mise a lavorare su un progetto bibliografico denominato “il Capitale” opera attraverso il quale analizzava le caratteristiche dell’economia capitalistica. Quest’opera costituisce ancora tutt’ora il seguito dello scritto per la critica dell’economia politica pubblicato nel 1859. Tale opera è ancora attuale perchè analizza in modo particolare la realtà capitalistica di produzione e i rapporti di scambio che gli corrispondono. Nel sistema capitalistico veniva emersa una crisi di sovrapproduzione e questo aspetto si riferiva alla scarsità delle risorse Nel contesto industriale, un concetto che Marx ha approfondito nei suoi scritti riguardava la teoria del plusvalore, che serviva per spiegare l’origine del profitto, ed inoltre per spiegare il modo in cui il capitalista comprava la merce denominata anche forza-lavoro la quale corrispondeva esattamente al suo valore. La parte della giornata lavorativa durante la quale l’operaio riproduceva il salario veniva definita secondo Marx tempo di lavoro necessario e la restante parte della giornata veniva definita tempo di plus lavoro in quanto produceva plusvalore. Tale concetto poteva essere assoluto o relativo. Il plusvalore assoluto si verificava quando la giornata lavorativa veniva prolungata e rappresentava il metodo dominante degli inizi della Rivoluzione industriale. Invece, si definiva plusvalore relativo quando si cercava di aumentare la produttività della forza-lavoro aumentando i ritmi e introducendo nuove macchine, in questo modo diminuiva il tempo di lavoro necessario. In pratica questo rapporto di produzione spiegava il modo in cui la giornata lavorativa veniva suddivisa tra il tempo lavorativo e il tempo in cui l’operaio veniva sfruttato.

Riferimenti bibliografici: A cura di Mario Cingoli, Marx Corriere della Sera, Grandangolo, Milano, 2014.

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Informazioni su Cecilia Pallotta

Sono Cecilia Pallotta, ventisei anni Diplomata presso il Liceo Socio psicopedagogico E. Montale ed Educatrice Laureata in Scienze dell'Educazione con votazione 100/110 presso l'Università degli studi di Roma Tre. Attualmente specializzanda in Scienze Pedagogiche nella stessa Università. Ho svolto un periodo di osservazione presso uno studio di logopedia e svolgo attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie. Da molti anni studio pianoforte e canto. Scrivo articoli di approfondimento pedagogico e filosofico presso questa rivista.