Collegamento tra il concetto di democrazia ed educazione nel pensiero di John Dewey.

Edizione storica dell’opera di John Dewey Democrazia e Educazione”

John Dewey è considerato l’esponente più importante della corrente di pensiero fondato sul metodo delle scuole attive durante i primi anni del Novecento negli Stati Uniti. Secondo Dewey è necessario trasmettere il sapere attivamente in modo tale che, per il bambino risulta una scoperta personale. Egli sostiene che la trasmissione passiva del sapere risulta antidemocratica e che abitua lo studente alla conoscenza passiva del sapere. Nel suo scritto pedagogico, di maggior rilievo, Democrazia ed educazione, Dewey sottolinea il ruolo dell’educazione come strumento che permette alla società di trasmettere la cultura da una generazione all’altra. Secondo il suo pensiero pedagogico, la società è il risultato di un lungo processo di trasmissione della cultura che avviene attraverso le abitudini dell’agire umano da parte del più anziano al più giovane; senza questo progresso la vita sociale non esisterebbe. Egli sostiene dunque che la cultura deve essere l’unico strumento che l’uomo ha a disposizione per progredire. La società democratica, secondo Dewey, doveva essere considerata come società educante, perché permette lo sviluppo dell’individuo dei suoi interessi e l’ampliamento delle conoscenze. Quindi, la democrazia è fondata sull’agire delle persone con lo scopo di soddisfare i propri bisogni e appartenere in modo attivo ad una comunità. È necessario creare un progetto educativo che supera il tradizionale metodo didattico; secondo il suo pensiero, l’agire umano è considerato lo strumento didattico principale dello studente perché il fare rappresenta la comprensione del processo costruttivo che porta al raggiungimento del risultato finale. Dunque, la scuola fa parte di quel sistema sociale in crescita, quindi del processo di industrializzazione di cui è protagonista.

Cecilia Pallotta 17/07/2019

E se avessero ragione loro?

«Caro professore, dovrebbe imparare a comportarsi da adulto».

L’ultimo ricordo che porterà con sé è l’ennesimo colloquio a distanza con una madre scontenta del voto preso da suo figlio. «L’ho preparato di persona, era in grande forma, quindi la colpa non è sua» gli ha scritto la signora su WhatsApp, aggiungendo che se «almeno 15 alunni su 26» hanno una media bassa nella sua materia, il problema non sono loro. Ma è lui. Paolo Galli da Varese, ciclista amatoriale, insegnante di un liceo milanese, ultima tappa di un percorso che lo ha visto a lungo precario, docente di sostegno, e infine, negli ultimi dodici anni, «immesso in ruolo». […continua a leggere]

Italia agli ultimi posti nella “digital economy”. I numeri per capire il perché

Fonte: OECD Skills Outlook 2019, Thriving in a Digital World
L’Italia è il paese con la più bassa percentuale di lavoratori capace di utilizzare software anti-tracking (lo sa fare l’8% degli intervistati), e di modificare le proprie informazioni personali online (sa farlo solo la metà delle persone). Un quarto degli italiani invece sa impostare i cookies nel proprio sito o blog. Gli anziani con scarse capacità cognitive e digitali sono un terzo del totale in Italia, mentre la media OCSE è del 17% e in Norvegia si arriva a quote bassissime, meno del 5%. […more]

IL METODO “FREEDOM WRITERS” – G. Cursio

Una didattica per la ricerca di senso: cambiare se stessi e il mondo attraverso la scrittura.

IL METODO “FREEDOM WRITERS” – Questo manuale operativo presenta un metodo educativo denominato “Freedom Writers” ideato dall’insegnante californiana Erin Gruwell insieme alla sua classe 203. Le esperienze di apprendimento contenute in questo manuale potrebbero creare condizioni favorevoli per la crescita di molti ragazzi, promuovere il loro senso comunitario e sviluppare dimensione di futuro e di senso nelle loro vite.

Tale metodo educa non solo alla scrittura di sé, ma anche alla “lettura”, cioè all’incontro con gli autori della Letteratura e della Storia; ed è proprio in questa condizione di lettura dell’altro da sé, che si trovano nuove parole per potersi raccontare nella propria vita e interpretare la propria esperienza nell’ottica dello sviluppo. Possiamo quindi dire che il metodo “Freedom Writers” può creare le condizioni perché si coltivi un’abitudine allo scrivere ed in particolare allo scrivere di sé a partire da letture di storie di vita stimolanti che il docente-educatore può proporre: un terreno fecondo che secondo noi potrebbe sviluppare cambiamenti esistenziali forti e decisivi per i futuri personali e delle società.

Giuseppe Cursio, PhD in Scienze dell’Educazione, è docente invitato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma ed è docente di religione nella Scuola Secondaria. Pedagogista e formatore, è Socio Ordinario della Società Italiana di Ricerca Educativa e Formativa (SIREF) e della Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana (Alaef). Si occupa di metodi di insegnamento per sviluppare sostenibilità interculturale, in particolare si è specializzato, con un’esperienza di ricerca negli Stati Uniti sul metodo “Freedom Writers”.
Tra le sue pubblicazioni: G. Colombo, G.Cursio, M.I.De Carli, Vivere vuol dire. Percorsi di riflessione incrociando le domande dei giovani, Paoline, Milano 2002; G.Cursio, No stress. Strumenti di prevenzione del burnout, SEI, Torino 2007; G.Cursio, M.Diana, F.F.Kannaheiser, L’educatore educato. Promuovere e motivare alla relazione e all’apprendimento, EDB, Bologna 2010; G.Cursio, Giocare con i cattivi. Aiutare i bambini a vivere le diversità che fanno paura, LDC, Torino 2017.

Scrive per riviste scientifiche e accademiche in ambito pedagogico-didattico.

Discover the Power of writing… http://www.freedomwritersfoundation.org/

Cacciari – “Nell’indifferenza al Male finisce l’Europa, muore la politica”.

Analisi lucida e precisa della crisi dell’Europa, non semplicemente l’Europa come unione ma come continente con una lunga storia e una grande cultura, oggi in crisi per il mutamento degli scenari globali.

Il prof. Massimo Cacciari ha dialogato con gli studenti delle scuole della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze e Priverno nella Conferenza organizzata dall’Ufficio diocesano per la Pastorale culturale.
Registrazione audio della Conferenza
(Download=50Mb, per connessioni lente attendere qualche istante)

Riportiamo in modo schematico una sintesi dell’intervento:

  • L’unione europea nasce dagli SCONFITTI della II guerra mondiale, tutti i paesi europei hanno perso, i veri vincitori sono solo Stati Uniti e Unione Sovietica. Fino all’inizio del 900 l’Europa era il centro del mondo, dal punto di vista demografico e della ricchezza, dopo il baricentro del poetere si sposta in altri continenti.
  • I grandi imperi hanno sempre una struttura federale
  • Competizione, non è necessariamente guerra, tra grandi spazi federali. I paesi europei possono competere con le potenze continentali e globali.
  • UE unica chance per i paesi europei che altrimenti sarebbero solo province di altri Imperi. Al termine della II guerra mondiale, la consapevolezza di questa chance ha unito tutti i dirigenti europei di molteplici orientamenti. Sono stati concordi: liberali (mercato comune, moneta unica, concorrenza, meccanicismo economicistico, …); cristiano-popolari (Adenauer, Schuman, De Gasperi politici di cultura-lingua tedesca, Acciaio, carbone, idea di comunità, solidarietà e sussidiarietà, federalismo, fedus=patto, amicizia, …); socialdemocratici (piena occupazione ed equa distribuzione del reddito; …)
  • Oggi UE 10% PIL mondiale
  • Compromesso tra componenti cristiano-popolari e social-democratici ha governato per decenni l’Europa e ha retto fino a ieri.
  • Mai come oggi è necessaria l’Unione Europea… perché è debole
  • Difesa comune necessaria
  • I grandi imperi globali (India, Cina, Usa, Russia) sono governati da forze di capitalismo politico, miscela di interessi finanziari, militari e politici. Non hanno una identità nazionale ma … Ubi pecunia ibi patria
  • “Solo una dimensione europea, forse, può confrontarsi con i grandi poteri globali
  • Una sovranità reale può esistere solo in una dimensione europea. L’autonomia non è frantumazione, democrazia non è egalitarismo ma benessere condiviso,
  • Federalismo europeo, è un progetto da riprendere
  • Ancora oggi l’Europa ha una missione che solo lei/noi possiamo svolgere.
  • Missione dell’Europa nel mondo contemporaneo: nuovo diritto internazionale, ius gentium, valori (giustizia, rispetto, …), diritti dell’Uomo, generare civiltà, abbattere confini, …
  • Eneide (Enea naufrago, su un barcone, in fuga dalla guerra, è accolto dai cartaginesi, si tratta della storia del padre fondatore); Colonna infame (ira di Manzoni contro il senso comune), …
  • Possibile che un giovane rimanga indifferente davanti all’inferno del mondo contemporaneo?
  • No all’ipocrisia, scegliere Virgilio, Dante, Manzoni, Goethe, …non l’ignoranza e l’arroganza.
  • Il morto non si adatta al cambiamento… l’Europa è finita (< gli europei) se non si trasforma.
  • Accontentarsi di essere marginali, aspettare la fine … “È un discorso da vecchi, un giovane non può arrendersi!

Nel corso del dibattito, numerose e interessantissime domande degli studenti hanno provocato la reazione profonda e appassionata del prof. Cacciari:
Il senso della vita è…trovati qualcosa da fare e fallo

  • Le regole, sono lo strumento per mirare al bene comune,
  • I cosiddetti corpi intermedi, non sono solo partiti e sindacati ma anche volontariato, chiesa ecc. …
  • La riforma scuola, dovrebbe fare di più per creare veri cittadini europei
  • Cosa unisce l’Europa? Gli interessi (se sono in una famiglia forte sono forte anch’io), la cultura europea (valori comuni, matrice comune, non solo nel medio evo, illuminismo, romanticismo, meticciarsi continuo, es. Normanni in Sicilia affascinati dallo stile arabo),
  • No eurocentrismo ma pragmatismo
  • La Missione Europa serve al mondo: diritti, solidarietà, sussidiarietà sono patrimonio peculiare della cultura europea.
  • Erasmus esperienza chiave,
  • Corpi intermedi fattore di disturbo per il capo,
  • Politica dell’immigrazione e integrazione per la sicurezza. … può essere solo europea
  • Repubblica planetaria di Kant
  • Oggi le potenze si possono organizzare solo su scala continentale
  • “Le persone benpensanti non possono pensarsi europei senza cristianità ma anche la cristianità non può pensarsi senza Europa”
  • -ismo=importanza vitale; “il popolo non esiste, è una finzione ideologica per rappresentare tutti”
  • “Solo attraverso il confronto con la diversità si costruisce l’identità”
  • “Nell’ambito del singolo paese non funzionerà niente” es.prod.agricole

“Solo a scuola si impara a discernere” … una scuola fatta bene con insegnanti preparati.

Al termine il vescovo Mons. Mariano Crociata ha tratto le conclusioni

Ha esortato i presenti a “Fare tesoro” di questi preziosi insegnamenti.

Ha sottolineato come si sia trattato, oltre che di una interessante conferenza anche di “una lezione di metodo e di stile di pensiero: ragionare con logica e con argomenti documentati, informati, corretti”.

CdCC 1883 “La socializzazione presenta anche dei pericoli. Un intervento troppo spinto dello Stato può minacciare la libertà e l’iniziativa personali. La dottrina della Chiesa ha elaborato il principio detto di sussidiarietà. Secondo tale principio, «una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità e aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune».” *

* Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 48: AAS 83 (1991) 854; cf Pio XI, Lett. enc. Quadragesimo anno: AAS 23 (1931) 184-186.
Sito diocesano

Coding

Il coding aiuta i più piccoli a pensare meglio e in modo creativo, stimola la loro curiosità attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco. Il coding consente di imparare le basi della programmazione informatica, insegna a “dialogare” con il computer, a impartire alla macchina comandi in modo semplice e intuitivo. Il segreto sta tutto nel metodo: poca teoria e tanta pratica.

L’obiettivo non è formare una generazione di futuri programmatori, ma educare i più piccoli al pensiero computazionale, che è la capacità di risolvere problemi – anche complessi – applicando la logica, ragionando passo passo sulla strategia migliore per arrivare alla soluzione.

Articolo completo su https://www.robotiko.it/coding-cose/

Per provare su https://code.org/learn

Brexit fa le prime vittime: le università inglesi

Le università britanniche lanciano l’allarme: la Brexit mette a repentaglio il sistema dell’higher education, il tesoro dell’«istruzione superiore» che vale miliardi di sterline per le casse del Regno Unito. Uno scenario che si fa tanto più drastico nella prospettiva di un divorzio senza intese, capace di tagliare fuori la Gran Bretagna da qualsiasi convenzione con il mercato comunitario e il suo bacino di iscrizioni, fondi e partnership. È vero che il governo britannico si è affrettato a ribadire l’estensione fino al 2019-2020 dell’equiparazione fra studenti domestici ed europei, consistente soprattutto nella possibilità di pagare lo stesso livello di tasse e di accedere ai meccanismi di prestito (student loan) sfruttati anche dai colleghi nati nell’Isola. Resta in sospeso tutto quello che verrà dopo, dal taglio dei fondi europei sulla ricerca all’effetto “deterrente” della Brexit sulle matricole Ue e internazionali.

Source: Brexit fa le prime vittime: le università inglesi – Il Sole 24 ORE

FIRST® LEGO® League

È bello imparare con i Lego…

La Fondazione Museo Civico di Rovereto è dal 2012 referente nazionale di una manifestazione mondiale chiamata FIRST® LEGO® League, nella quale 350 mila ragazzi in quasi 100 paesi del mondo si confrontano ad armi pari, con dei kit forniti dall’organizzazione per programmare robot autonomi che svolgano precise missioni, con una gara di robotica e un progetto scientifico che proponga soluzioni innovative su temi di vari attualità, come i cambiamenti climatici, il riciclo dei rifiuti, le difficoltà degli anziani e molto altro, seguendo i core values della manifestazione che prevedono fair play e lavoro di squadra, creatività, capacità di lasciare il segno sul proprio mondo (impact factor), lo spirito del problem solving ma anche del divertimento, aprendosi percorsi per potenziali carriere future, oltre a consolidare conoscenze e curricula in campo scientifico e tecnologico.
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Direttiva 170/2016 – Accreditamento/qualificazione enti, riconoscimento corsi

La Direttiva 170 del 21 marzo 2016 disciplina le modalità di accreditamento, qualificazione e riconoscimento dei corsi proposti dai soggetti che offrono formazione per il personale del comparto scuola, certificando e assicurando la qualità delle iniziative formative.

I soggetti interessati a ottenere uno dei suddetti riconoscimenti dal Miur, sono tenuti a  presentare la domanda di accreditamento, di qualificazione o di riconoscimento di singoli percorsi secondo le modalità e i termini definiti all’interno della Direttiva 170.
Presso il Ministero è istituita la piattaforma on-line (Piattaforma per la Governance della Formazione) S.O.F.I.A. per l’accreditamento, la qualificazione e il riconoscimento dei corsi dei soggetti che erogano la formazione e per l’incontro tra domanda e offerta di formazione (articolo 1 comma 2 della Direttiva 170).
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L’insegnante competente e le competenze dell’insegnante

L’INSEGNANTE COMPETENTE E LE COMPETENZE DELL’INSEGNANTE [E.PERRONE, FEBBRAIO 13, 2017]
“Cosa si intende per “insegnante competente“?Quali sono le competenze che l’insegnante “di qualità” dovrebbe possedere? Sin dagli anni ’70, l’OCSE (L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico; ingl. OECD Organization for Economic Cooperation and Development) avvia una serie di ricerche sulla qualità dell’insegnamento in Europa e nel 1994, in collaborazione con il Centre for Educational Research and Innovation (CERI), pubblica un rapporto (OECD-CERI) nel quale si identificano e definiscono cinque macro-aree di competenze entro le quali orientare l’insegnamento di qualità:

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