Le tre dimensioni di Bauman: vita liquida, paura liquida e amore liquido

“Ci si sente liberi nella misura in cui l’immaginazione non supera i desideri reali e nessuno dei due oltrepassa la capacità di agire”. (Vita Liquida)


“L’insicurezza è l’habitat dell’incertezza della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all’incertezza è un ingrediente fondamentale di qualsiasi immagine composita della felicità”. (Paura Liquida)


“La solitudine genera incertezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa o anche peggio. I protagonisti di questo libro sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare”. (Amore Liquido).

Bauman e la modernità liquida – concetti di spazio e tempo, categorie essenziali del pensiero di Bauman

il sociologo Bauman definiva società liquida la tipologia di sistema sociale nella quale le diverse situazioni dell’uomo si modificano di continuo prima che i loro modi di vivere e agire si consolidino in abitudini e processi.
Per comprendere al meglio questa definizione, è necessario analizzare il pensiero di Bauman riguardo la società. Il carattere liquido della vita e quello della società si rafforzano a vicenda e la vita liquida non è più in grado di conservare la propria forma a lungo. Questo principio significa che la vita dell’uomo essendo inserita in un contesto definito dallo stesso sociologo liquido, non può avere una forma stabile nel corso del tempo ma è costretta a modificarsi e a cambiare in modo costante.
Secondo Bauman il concetto di liquidità e fluidità si contrappone al concetto stesso di sicurezza e di solidità e l’idea di definire la società liquida è dovuta dal cambiamento del contesto sociale nel quale l’individuo vive e opera. A differenza del passato, attualmente il mondo non è guidato solamente dal processo di produzione ma soprattutto dal fenomeno del consumismo per quanto concerne sia i beni materiali ma anche lo stile di vita dell’individuo stesso.

Roma 2024: 25° Congresso mondiale di filosofia

Dopo il cosiddetto crollo delle ideologie la filosofia appare poco attraente per i movimenti politici che preferiscono lasciarsi guidare dai sondaggi d’opinione. Anche il mondo della cultura preferisce seguire il glamour delle tecniche di comunicazione e le sirene (para-) psicologiche piuttosto che il faticoso ragionamento logico-deduttivo.

La pandemia ci ha invece mostrato chiaramente la necessità di una visione complessiva della realtà che sappia conciliare i dati scientifici con le esigenze sociali e le sofferenze dell’umanità, senza tralasciare le questioni economiche e le sfide delle tecnologie.

Partecipanti all’inaugurazione del I Congresso internazionale di filosofia seduti nell’aula del Senato,
Roma 15.11.1946 (Archivio Istituto Luce)

Il 25° Congresso Mondiale di Filosofia si svolgerà a Roma dal 1° all’8 agosto 2024 e sarà affiancato da un Salone internazionale del libro filosofico. Il programma del Congresso di Roma è stato definito nei giorni scorsi da un apposito convegno della Fisp tenutosi a Roskilde, in Danimarca; il tema portante sarà “La filosofia attraversa i confini” e si articolerà in cinque aree principali, a loro volta scandite in 89 sezioni tematiche.

DISF Educational

La piattaforma DISF Educational è un sussidio didattico e culturale per docenti e studenti per fornire orientamento e documentazione a chi desideri affrontare alcune importanti tematiche che, per la loro natura e oggetto, non possono essere inquadrate da una sola disciplina, ma richiedono il contributo di più prospettive.

https://disf.org/edu


Si pensi alle domande filosofiche che emergono in alcuni ambiti delle scienze, a movimenti di pensiero come l’illuminismo o il positivismo, ai dibattiti suscitati da autori come Galileo Galilei o Charles Darwin, a questioni di attualità come l’ecologia, l’intelligenza artificiale, il progresso tecnologico, le frontiere della medicina e della bioetica.

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La pedagogia speciale per l’integrazione: l’autismo

La pedagogia speciale per l’integrazione è una parte della pedagogia che si occupa di affrontare temi e argomenti riguardo l’inclusione didattica e la certificazione delle competenze degli allievi con disabilità. Un ambito di studio e di approfondimento della pedagogia speciale per l’integrazione infatti riguarda l’autismo o disturbo dello spettro autistico. L’autismo infatti non deve essere considerato una malattia o una patologia ma un modo di pensare.

Un “Patto per la scuola al centro del Paese”

Governo e Sindacati della scuola firmano il 20 maggio 2021 il Patto per la scuola.

«Il Paese ha la responsabilità di superare l’emergenza in atto con una visione strategica in grado di affrontare le molteplici sfide per la ripresa, con la consapevolezza che il futuro dell’Italia sarà nelle mani dei giovani che oggi frequentano le nostre scuole».

La pandemia ha messo in evidenza tutte le criticità del sistema scolastico italiano. Le polemiche sulla DAD, DDI, banchi a rotelle ecc. non hanno risolto praticamente nessuno dei problemi di sicurezza, efficacia dell’azione didattica, modernizzazione dell’insegnamento e dell’organizzazione che affliggono la scuola italiana da decenni. Gli stanziamenti cospicui di risorse hanno evidenziato che il problema non erano solo i tagli di spesa e la “mancanza di soldi”, scusa buona per ogni occasione in Italia, ma carenza di idee, di visione e anche di competenze.

«Le risorse europee, a partire dal Next Generation EU, rappresentano l’occasione per rilanciare la centralità della scuola per il Paese».

Sicuramente la pandemia ha fatto aumentare la consapevolezza del valore sociale della scuola come servizio pubblico insieme a quello della sanità. Potrebbe essere la volta buona che si uniscano le forze di tutto il Paese per il rinnovamento necessario del sistema scolastico.

[Testo del Patto per la scuola]

La società della conoscenza – Knowledge Society

L’avvento della modernità ha condotto la società verso una forma di conoscenza astratta, attribuendo al sapere scientifico un ruolo centrale nel sistema sociale ed economico.

Per società della conoscenza si intende la tipologia di società nella quale il ruolo della conoscenza assume dal punto di vista politico, economico e sociale una centralità fondamentale nei processi di vita degli individui e che fonda la propria crescita e competitività nell’ambito del sapere, della ricerca e dell’innovazione. Il termine società della conoscenza è stato utilizzato per la prima volta in occasione del Consiglio Europeo svolto a Lisbona nel 2000 e che ha conferito all’Europa lo scopo strategico di sviluppare un tipo di economia basata sulla conoscenza, in grado di realizzare una crescita sostenibile con posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. Per questo motivo è stato necessario sottolineare l’importanza della conoscenza, del sapere, delle competenze, le capacità di apprendimento e abilità in quanto sembrano essere gli elementi di analisi dei nuovi processi di produzione.

Ricordo di don Zelindo Trenti

Nel giorno del 87° compleanno del prof. Zelindo Trenti della Università Pontificia Salesiana di Roma vogliamo ricordare la sua lunga attività a favore dell’Insegnamento della Religione Cattolica in Italia.

Zelindo Trenti (1934-2016) fu docente di Pedagogia religiosa alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’UPS, è stato Direttore dell’Istituto di Catechetica dell’UPS ed ha pubblicato numerose ricerche e libri di testo dando un contributo fondamentale alla visione pedagogica ermeneutica.

Il prof. Zelindo Trenti SDB (1934-2016)

È morto la sera dell’11 febbraio 2016 ma
“Per il salesiano la morte è illuminata dalla speranza di entrare nella gioia del suo Signore” (Cost. 54)

Nato a Dro (Trento) l’8/03/1934. Ha compiuto gli studi ginnasiali (1945-1950) nel Collegio Salesiano di Tolmezzo (Udine). E’ diventato Salesiano ad Albaré il 16.8.1951. Ha frequentato il Liceo e gli Studi di filosofia (1951-1954) a Nave (Brescia), in seguito ha studiato Teologia al PAS (Torino). L’Ordinazione sacerdotale è avvenuta l’11.2.1962 a Torino. Ha ottenuto la Licenza in Filosofia nel 1963 nel PAS (Torino) e in seguito la Laurea in Filosofia nel 1967 all’Università di Padova. Si è specializzato in Filosofia della religione nel 1970 all’Università di Padova.

Ha iniziato l’insegnamento all’UPS nel 1983 e dal 1985-1986 come membro dell’Istituto di Catechetica è diventato professore ordinario nella cattedra di Pedagogia Religiosa dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. E’ stato Direttore dell’Istituto di Catechetica della stessa Facoltà.
Ha pubblicato numerosi testi e contributi dando fondamento alla visione pedagogica ermeneutica. La sua ricerca è stata sempre mirata ad un’analisi rigorosa del rapporto tra fede e maturazione umana, valorizzando i contributi più significativi delle scienze della religione e delle scienze dell’educazione. Ha diretto varie collane di ricerca religiosa.
Il suo insegnamento si è diffuso in Italia attraverso le numerose pubblicazioni di Pedagogia religiosa e i libri di testo per l’Insegnamento della Religione cattolica.
Stimato e apprezzato da tutti gli studenti dei Master, dei Corsi e delle Settimane formative per gli Insegnanti di Religione da lui organizzate attraverso anche la Rivista di Pedagogia Religiosa da lui creata.

Fra le pubblicazioni si possono ricordare:

  • Esperienza e Trascendenza, Leumann, Elle Di ci, 1982.
    • Giovani e Proposta cristiana, Leumann, Elle Di Ci, 1985.
  • La religione come disciplina scolastica, Leumann, Elle Di Ci, 1990.
  • Invocazione. Opzione religiosa e dignità umana, Roma, LAS, 1993.
  • L’esperienza religiosa, Leumann, Elle Di Ci, 1999.
  • Educare alla fede, Leumann, Elledici, 2000.
  • Opzione religiosa e dignità umana, Roma, Armando, 2001.
  • La fede dei giovani. Linee di un progetto di maturazione alla fede dei giovani, Leumann, Elledici, 2003.
  • Il linguaggio nell’educazione religiosa. La parola alla fede, Leumann, Elledici, 2008.
  • La secolarità nell’orizzonte della creazione. Una pausa di contemplazione nel ritmo della quotidianità, Leumann, Elledici, 2009.
  • Dire Dio. Dal rifiuto all’invocazione, Roma, Armando Editore, 2011.
  • Il segreto di Gesù figlio dell’uomo. Per un itinerario all’incontro, Leumann, Elledici, 2012.
  • Insegnamento della religione: competenza e professionalità: prontuario dell’insegnante di religione, Torino, Elledici, 2013.
  • Secolarità e consacrazione. Elogio della vita quotidiana, Leumann, Elledici, 2015.
     

Ha curato in collaborazione con G. Malizia diverse ricerche sull’insegnamento religioso in Italia: Una disciplina in cammino, Torino, SEI, 1991; Una disciplina al bivio, Torino, SEI, 1996; UPS-CEI, Una disciplina in evoluzione.

Ha promosso varie pubblicazioni di vasta diffusione in ambito didattico-applicativo.
Ha collaborato a varie Riviste specializzate nell’ambito della pedagogia religiosa.


Ha coordinato, coadiuvato da un’equipe di specialisti, l’Enciclopedia Tematica dell’Educazione Religiosa, Casale Monferrato, Piemme, 1998.

www.lacomunicazione.it

Nel dizionario della comunicazione, Franco LEVER – Pier Cesare RIVOLTELLA – Adriano ZANACCHI, La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, è stato autore delle voci:


Dove vanno le Scienze dell’educazione?

Conferenza del prof. Michele Pellerey presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium di Roma il 20 febbraio 2021.

Registrazione completa dell’intervento (45 minuti)

L’intervento di Michele Pellerey, Professore Ordinario Emerito di Didattica nella Facoltà di Scienze dell’Educazione della Università Pontificia Salesiana alla giornata dei dottorandi della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium di Roma ha fatto una carrellata storica sull’origine delle scienze dell’educazione in modo chiaro e dettagliato. Quindi ha toccato le questioni aperte in questo momento e soprattutto le problematiche di una concezione scientifica dell’educazione:

  • Cosa significa scienza in riferimento al campo educativo?
  • Come conciliare le diverse discipline della pedagogia, psicologia, filosofia dell’educazione, didattica eccetera?
  • Perché utilizzare al plurale la definizione di scienze dell’educazione?

Con eccezionale lucidità, precisione e anche una buona dose di simpatia il professor Pellerey ha risposto in modo esaustivo a tutte queste domande e a molte altre ancora ma, senza dilungarmi oltre, suggerisco di ascoltare il video della relazione.