Narrazioni. Il Metodo Freedom Writers

di
Prof. Giuseppe Cursio, Università Pontificia Salesiana – Roma
Docente invitato della facoltà di Scienze dell’Educazione

Orientamenti generali: Giocare a carte scoperte.

EraCovid 19

Un nuovo tempo, nuovi tempi vita a cui dare senso, nuove ricerche, nuovi blocchi, disorientamenti, interrogativi, nuovi modi di leggere il tempo dell’insegnare, il tempo dell’apprendere, un nuovo modo di concepire il tempo. Un passaggio da governare.
Un nuovo modo di guardare il fluire del nostro tempo interno, del tempo sociale. Il tempo stesso ci pone domande. Nel fluire del tempo diamo forma al nostro essere insegnanti attraverso tante esperienze, tanti incontri e tante letture. Noi siamo tante cose e siamo anche i libri che abbiamo letto. In questo tempo ho incontrato libri-persona che mi hanno fatto compagnia.
Oggi ho dentro di me una convinzione “nessuno insegna a nessuno”. Io posso insegnare qualcosa a me stesso e mentre cammino in questa ricerca, scopro parole, e queste parole possono essere di conforto a qualcuno dei tanti che come me cercano. Trovare parole confortanti che alleviano la fatica del nostro essere maestri.
Ho trovato conforto in questo brano di Seneca: “Bada poi che il fatto di leggere una massa di autori e libri di ogni genere non sia un po’ segno di incostanza e di volubilità. Devi insistere su certi scrittori e nutrirti di loro, se vuoi ricavarne un profitto spirituale duraturo. Chi è dappertutto, non è da nessuna parte.”

Le chiavi della “razón poética” di María Zambrano

Conversazione online con Mercedes Gómez Blesa
il 5 – 12 – 19 giugno 2020, 19:00-21:00

L’obiettivo di questo ciclo è quello di approfondire alcuni degli aspetti chiave del pensiero di María Zambrano al fine di svelare il suo impegno radicale nei confronti della ragione poetica.

Ci avvicineremo a una riflessione sulla parola poetica come un modo di conoscere che celebra la molteplicità del reale; la storia della pietà che ci mette di fronte alla dialettica sostenuta tra uomo e divinità nella tradizione occidentale; e infine entreremo nel mondo dei sogni e nella molteplicità del tempo.

La “palabra poética” come apertura al mondo (5 de junio)

Filosofia e poesia sono state confrontate molte volte nella nostra cultura, essendo due modi opposti di conoscere. Zambrano rivede tradizionalmente la disputa tra la parola poetica e il discorso razionale, nel tentativo di superarla attraverso la ragione poetica, un logos incarnato che è il prototipo della conoscenza spagnola.

Continua a leggere

L’importanza della professionalità degli insegnanti

(in era Covid-19) Rapporto OCSE

Ci si attende dagli insegnanti che siano, più che mai, innovatori e dei game changers.

Sin dal primo giorno di pandemia, gli insegnanti hanno dovuto adattarsi ad un nuovo contesto e ad un nuovo ritmo, assumersi maggiori responsabilità nel garantire il benessere degli studenti e, per molti, anche imparare l’utilizzo di nuovi strumenti digitali.

La preparazione per i prossimi mesi e anni richiede un ripensamento degli elementi chiave della professionalità degli insegnanti: conoscenza, collaborazione e autonomia, nonché il prestigio della professione (OCSE, 2020d).

Riflettere su questi temi è anche fondamentale per garantire il benessere degli insegnanti nel lungo termine.

Rapporto OCSE completo:

http://www.oecd.org/education/

Il ritorno: “Il pensiero vivente di María Zambrano”

Conversazione online con Mercedes Gómez Blesa
il 21 maggio 2020 dalle 19 alle 21

L’obiettivo di questa conversazione è porre le seguenti domande:

  • Qual è la validità del lavoro della pensatrice malagueña oggi?
  • Quali aspetti della sua filosofia ci invitano a pensare nel momento presente?
  • Il pensiero di Zambrano è ancora vivo?

Risponderemo a queste e ad altre domande, riflettendo sui testi centrali del suo pensiero come Filosofia e Poesia, L’uomo e il Divino e, soprattutto, Claros del Bosque. Attraverso questi testi daremo le chiavi della filosofía práctica di questo autore che ha inteso la filosofia come uno stile di vita.
Dopo la presentazione, si aprirà un dibattito.

Conversazione online con Mercedes Gómez Blesa il 21 maggio 2020 dalle 19 alle 21

Continua a leggere

Non perdere una buona crisi!

Quando sorge una crisi, il tuo primo istinto potrebbe essere il panico. Sfortunatamente, grave ansietà e stress possono provocare un completo corto circuito. Questa risposta può causare danni a lungo termine alla tua salute e scarsa capacità di agire in modo ottimale.

McGiboney Garry Wade, Leadership Theories and Case Studies: An Epidemiological Perspective, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle upon Tyne 2018, 258.

“L’efficacia di un leader durante una crisi dipende in gran parte dalla sua capacità di mantenere la calma perché anche il piano di crisi più efficace deve essere eseguito e una crisi di leadership durante una crisi metterà sicuramente a repentaglio la risposta di un’organizzazione a una crisi.”

Alcuni consigli ai leader durante la crisi:

1. Rallenta. Vediti come un partecipante attivo, prova a considerarti un rappresentante della tua comunità (azienda). Questa prospettiva ti aiuterà a rimanere meno emotivo e a migliorare la tua capacità di prendere decisioni.

2. Rimani positivo. Smetti di cominciare a immaginare lo scenario peggiore. Invece, lascia andare i pensieri negativi e concentra la tua mente su qualcosa di positivo, non importa quanto piccolo.

3. Non chiedere mai “cosa succederebbe se…?” La peggior domanda che potresti porre a te stesso o agli altri nel mezzo di una crisi inizia con “cosa succederebbe se…?” (“what if“). Questa linea di domande induce puro panico e ti costringe a elaborare situazioni che non si sono verificate e che potrebbero non accadere mai.

4. Limitare l’assunzione di caffeina e rimanere idratati. La caffeina può scatenare un rilascio di adrenalina, dandoti una rapida esplosione di energia e forza fisica, a cui può seguire solo uno schianto caratterizzato da affaticamento e irritabilità in alcuni casi. Invece di prendere quella tazza di caffè, una bibita o una bevanda energetica, idratati con l’acqua.

 McGiboney Garry Wade, Leadership Theories and Case Studies: An Epidemiological Perspective, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle upon Tyne 2018, 258.

2 parole sulla DaD…

È molto facile spiegare la Didattica a Distanza:

La DaD semplicemente non esiste!

Si tratta di una definizione inventata sul momento, ai primi di marzo del 2020, dal ministro dell’istruzione per cercare di garantire un minimo di continuità all’attività didattica delle scuole italiane chiuse per l’epidemia di coronavirus. Infatti, la DaD:

  • Non è un modello didattico elaborato e testato da qualsivoglia istituzione o centro di ricerca pedagogica.
  • Non è una modalità operativa definita da una qualsiasi normativa scolastica.
  • Non è, tantomeno, una forma di insegnamento-apprendimento deliberata dagli Organi Collegiali competenti.

Nessuno ha mai definito le finalità, gli obiettivi, gli strumenti didattici e i criteri di verifica della didattica a distanza. In assenza di piattaforme e-learning o, magari, modalità miste di insegnamento precedentemente pianificate e testate dal ministero o dalle scuole autonome si è cercato di non interrompere bruscamente l’anno scolastico mettendoci una… toppa.

Cosa sta succedendo?

Continua a leggere

La pratica didattica nell’IRC

Progettare, agire e valutare

di Cristina Carnevale

Una cassetta degli attrezzi per ideare e costruire l’insegnamento e ingredienti essenziali per la didattica dell’IRC.

Il libro si pone sul piano pedagogico-didattico, integrando elementi che potrebbero interessare gli insegnanti di diverse discipline. Dopo aver proposto una mappa sintetica dal punto di vista normativo, presenta in modo semplice e con risvolti pratici gli elementi fondamentali per elaborare una buona progettazione educativo-didattica orientata alle competenze di vita; offre una panoramica sui principali metodi e tecniche di insegnamento, con esempi che possono motivare gli studenti.

Il manuale è attento alle esigenze specifiche della disciplina IRC, proponendo il riferimento alla didattica ermeneutico-esistenziale e simbolico-religiosa.

Continua a leggere

Politeaching: da prof a prof!

Dai docenti e per i docenti, consigli per una didattica efficace ai tempi del coronavirus

“Politeaching – Da prof a prof”

In tante regioni, la scuola italiana (dalla materna all’università) è stata letteralmente buttata nella piscina della didattica innovativa per imparare a nuotare. Metodo violento ma inevitabile, date le circostanze.

HOC-LAB, del Politecnico di Milano, ha aperto “Politeaching – Da prof a prof”: un luogo di raccolta di trucchi e suggerimenti (brevi) per gestire la didattica al tempo del coronavirus.

Avete idee brillanti? Mandatele!
Chi vuole può dare una mano:

Improvviso educativo. Per una didattica “reidratante”

di Valentina Chioda e Luigi Maniglia

Può uno spaventapasseri orientare più che spaventare?
La storia di Bu, uno spaventapasseri spaventato che irrompe nelle aule scolastiche e ribalta il con­sueto modo di intendere e fare la scuola, ci dice di sì.

Dalle nozioni alle rela­zioni. Dai parametri numerici all’unicità della persona. È questo il ruolo di Bu, che nel libro guida il lettore nel disorientamento che attraversa la scuola italiana tra funzionalismo e burocrazia esasperata.

L’invito degli autori a una pedagogia dell’improvvisazione a scuola – che nulla ha a che fare con la preparazione improvvisata – si radica nella pedagogia degli ultimi due secoli, nelle forme di teatro-laboratorio, nelle correnti filosofiche persona­liste in cui al centro è la relazione tra insegnante e alunno, senza la quale ogni didattica risulta inefficace.

L’educazione all’empatia, all’ascolto del corpo e delle emozioni, alla comuni­cazione narrativa, all’espressività artistica per educare cittadini consapevoli e liberi, è ciò che il lettore/insegnante troverà in queste pagine.

Il libro punta a sostenere e accompagnare i docenti che credono in una Scuola capace di far emergere l’unicità di ogni alunno.

.

Wuhan — I francescani vi erano presenti da oltre 100 anni

Uno dei primi ospedali designati per curare l’epidemia del Coronavirus è stato l’Ospedale Jinyintan di Wuhan – precedentemente l’Ospedale Malattie Infettive di Wuhan. Quando fu fondato nel 1926, si chiamava Ospedale Cattolico in Memoria di Padre Mei, a Hankou. Padre Mei Zhanchun era il nome cinese dato a un frate missionario italiano Pascal Ange (Angelicus) Melotto, OFM (1864-1923), nato a Lonigo, entrato nell’Ordine nel 1880 (Provincia di San Francesco) che venne in Cina nel 1902. “Mei” è il carattere cinese per “prugna”.

Melotto era stato coinvolto in alcuni conflitti locali e fu rapito nel 1923. Essendo straniero, fu richiesto un grande riscatto e furono coinvolte le Ambasciate Italiana e Francese. Durante il rapimento, fu spostato più volte tra le province di Hubei e Henan e morì tre mesi dopo, quando uno dei rapitori gli sparò allo stomaco con un proiettile avvelenato. Poco prima di morire, aveva confidato: “Sono felice di morire per il popolo cinese. Ho vissuto in Cina per i cinesi e ora sono felice di morire per loro”.

Continua a leggere