La pedagogia speciale per l’integrazione: l’autismo

Riferimenti legislativi:

La legge di riferimento è il Decreto 17 Dicembre 2018 n.XI /1046 nella quale vengono descritte delle indicazioni sul disturbo dello spettro autistico. In letteratura, è ampiamente dibattuto l’incremento delle diagnosi di autismo, che in alcune statistiche appaiono aumentate anche di quattro o cinque volte tra gli anni Novanta e oggi. Esso viene attribuito alla progressiva inclusione delle forme più lievi e di quelle ad alto funzionamento come ad esempio la sindrome di Asperger. Inoltre, è verosimile che essendo l’autismo spesso associato ad altri disturbi come la disabilità intellettiva, le sindromi genetiche rare, venga più frequentemente codificato come prima diagnosi. Dal punto di vista neurologico le cause dell’autismo possono essere le seguenti:

  • fattori ambientali come il fumo in gravidanza,
  • fattori inquinanti e tossici che impattano in modo negativo sui bambini che sono portatori di una vulnerabilità genetica. E’ importante sottolineare che già ad un anno e mezzo i bambini con questo caratteristica non hanno un sorriso sociale, non riescono a guardare negli occhi le altre persone, tendono a trascorrere gran parte del loro tempo a svolgere attività e/o giochi di tipo isolato o ripetitivo; non si voltano facilmente se vengono chiamati per nome e hanno difficoltà ad interagire con gli altri bambini.

Un altro riferimento legislativo molto importante che riguarda la collaborazione tra scuola e famiglia è la legge 104/92 ritenuta fondamentale per la promozione dello sviluppo di ogni allievo. Secondo questa legge la famiglia ha diritto di partecipare nella formulazione del piano educativo individualizzato detto anche PEI e alle verifiche svolte in classe. La famiglia infatti rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’inclusione educativa e scolastica dell’allievo con disabilità, in quanto fonte di informazione e contesto in cui si sviluppa la relazione fra educazione formale (scuola) ed educazione informale (famiglia).

Strategie educative per coinvolgere il bambino con autismo in classe:

  1. Osservarlo per capire la forma di comunicazione che comprende meglio;
  2. conoscerlo per individuare i punti di forza e programmare le attività ludico – creative in classe;
  3. costruire la relazione riducendo la confusione e le distrazioni;
  4. strutturare l’ambiente definendo gli spazi e organizzando le attività;
  5. stabilire gli obiettivi nell’ottica di un Progetto di vita;
  6. definire compiti e contenuti con diversa difficoltà di risoluzione;
  7. aiutarlo utilizzando rinforzi positivi e offrendo aiuti visivi;
  8. comunicare impartendo istruzioni precise e chiare;
  9. stimolare l’interazione sociale facendolo lavorare in piccoli gruppi;
  10. prepararlo al futuro utilizzando delle metodologie efficaci.

Attività svolta con bambini con autismo o con lo spettro autistico:

  • Categorizzazione: Secondo lo psicologo cognitivista J. Bruner la categorizzazione rappresenta il processo attraverso il quale si dividono in classi di appartenenza oggetti conosciuti; si tratta di una rappresentazione simbolica di ciò che appartiene alla realtà, allo scopo di “ordinare” l’esperienza. I criteri di classificazione dipendono dal contesto culturale di appartenenza. Nell’ambito specifico dell’autismo la categorizzazione serve per sviluppare specifiche abilità visuo – percettive e in particolar modo serve per dividere in base alla forma degli oggetti utilizzati. Le caratteristiche degli item servono per suddividere le immagini, i colori e le forme.

Riferimenti bibliografici:

  • Riferimento al libro di Lucia Chiappetta Cajola e Amalia lavinia Rizzo, Didattica inclusiva e Musicoterapia, franco angeli, Milano, 2016

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Informazioni su Cecilia Pallotta

Sono Cecilia Pallotta, ventisei anni Diplomata presso il Liceo Socio psicopedagogico E. Montale ed Educatrice Laureata in Scienze dell'Educazione con votazione 100/110 presso l'Università degli studi di Roma Tre. Attualmente specializzanda in Scienze Pedagogiche nella stessa Università. Ho svolto un periodo di osservazione presso uno studio di logopedia e svolgo attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie. Da molti anni studio pianoforte e canto. Scrivo articoli di approfondimento pedagogico e filosofico presso questa rivista.