L’importanza della fattoria didattica come luogo per sviluppare il carattere.

L’ippoterapia come metodo di cura e riabilitazione in contesti educativi e didattici.

La fattoria didattica viene considerata come punto di riferimento tra la città e la campagna e come luogo che favorisce un contatto diretto con la natura e gli animali.
Dal punto di vista storico, tale ambiente nasce negli ultimi decenni del secolo scorso con lo scopo di favorire attività all’interno delle aziende agricole e di rilanciare il settore agro-alimentare.
Nell’ambito educativo, la relazione che si instaura tra il bambino e l’animale è fondamentale per il suo sviluppo psico-sociale poiché il bambino comprende il rispetto per l’ambiente e per gli altri esseri viventi che vivono nel nostro pianeta.
La fattoria didattica al suo interno è composta da una varietà di animali, quali le galline, gli asini, le mucche, le pecore e i cavalli con i quali si applicano e sviluppano attività di terapia.
Infatti, l’ippoterapia è considerata da secoli, la terapia più diffusa per la cura e rimedio di disturbi psicologici come l’ansia e l’insonnia.
Storicamente già Ippocrate, nella sua più famosa opera spiega che la pratica dell’equitazione era un buon esercizio per combattere tali disturbi.
La caratteristica particolare del cavallo durante la terapia consiste nel fatto che deve avere un passo molto lento perché questo favorirebbe una sicurezza da parte dell’utente che sta svolgendo la cura.
Inoltre, un buon cavallo di ippoterapia deve saper correggere le attività e i comportamenti scorretti delle persone che svolgono questa attività.

Inoltre, la terapia è rivolta particolarmente a persone con problemi di autismo o di deficit motorio perché favorisce il recupero attraverso il contatto diretto con gli animali.
Il cavallo, infatti, trasmette un forte stimolo emotivo e motorio e per ogni tipologia di malattia è presente un percorso personalizzato.
Il primo processo di attività viene definito di pulizia del cavallo con lo scopo di stabilire um approccio di amicizia tra l’utente e l’animale, dopodiché si inizia con la vera e propria esercitazione
definita sacco che si basa sul massaggio di pancia e schiena e in questo modo si crea un rapporto simbiotico.
Tale attività viene riproposta in una metafora per indicare che la persona in fase di terapia possa decidere per sé e orientare la sua vita verso il bene.
Dal punto di vista filosofico, facendo riferimento ad uno dei grandi pensatori della Magna Grecia, Aristotele disse che per “raggiungere la perfezione, l’individuo deve praticare l’esercizio delle virtù e la ricerca della verità. Il fine ultimo della vita umana è il raggiungimento della felicità”.
Nelle fattorie didattiche il principio primario che viene utilizzato prende il nome di pedagogia attiva perché il bambino impara ad avere rispetto per la natura e per gli animali e impara utilizzando le materie prime.
La fattoria didattica è diventata nel corso degli anni un vero e proprio luogo di apprendimento per contribuire alla costruzione di un mondo migliore.
Il primo principio filosofico che gli operatori trasmettono ai bambini consiste nell’insegnamento di una educazione alimentare intesa come simbolo di un piacere ecologico, di modo che l’individuo possa conoscere che ciò che mangia sia realmente naturale e salutare.
L’offerta formativa proposta dalle fattorie didattiche è rivolta a tutti gli utenti, a partire dai bambini, adulti, anziani e persone diversamente abili.
Particolarmente importante sono le sensazioni che provano soprattutto i bambini quando si relazionano con gli animali perché tale dialogo trasmette emozioni indelebili.
Naturalmente, il futuro delle fattorie didattiche, intese come luogo di apprendimento e di conoscenza della natura sarà sicuramente roseo per il fatto che l’individuo deve vivere con l’ambiente naturale circostante intenso come fonte di sopravvivenza; l’avvicinamento alla coltura della terra sta prendendo piede soprattutto tra le nuove generazioni come possibile attività professionale.

Cecilia Pallotta

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About Cecilia Pallotta

Sono Cecilia Pallotta, ventisei anni Diplomata presso il Liceo Socio psicopedagogico E. Montale ed Educatrice Laureata in Scienze dell'Educazione con votazione 100/110 presso l'Università degli studi di Roma Tre. Attualmente specializzanda in Scienze Pedagogiche nella stessa Università. Tirocinante presso uno studio di logopedia e svolgo attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie. Da molti anni studio pianoforte e canto. Scrivo articoli di approfondimento pedagogico e filosofico presso questa rivista.