Improvviso Educativo

Il libro si divide in quattro capitoli: ciascuno di essi affronta un aspetto particolare della questione dal punto di vista pedagogico, didattico e psicologico.

Nella prima parte si cerca di rispondere alla domanda quale educatore? L’attività da fare in classe è di tipo teatrale e può essere realizzata in vari modi poiché differente è l’approccio che ciascun docente ha con i suoi discenti. Gli autori spiegano i principali approcci ma al centro del processo educativo si trova il dialogo.

Nella seconda parte gli autori cercano di rispondere alla domanda quale esperienza? Ma l’esperienza, fondamentalmente, è quella dell’empatia: lo scopo delle attività proposte è di far provare l’esperienza empatica agli alunni. Attraverso travestimenti e giochi simbolici, il docente che interpreta Bu, lo spaventapasseri, fornisce lo stimolo e le indicazioni iniziali dell’esercizio. Che poi si sviluppa….

In questo capitolo vi è una maggiore attenzione alle emozioni, infatti esse sono un punto chiave della relazione interpersonale ed è fondamentale la capacità di provare le emozioni degli altri/con gli altri.

Nel terzo capitolo la domanda alla quale gli autori cercano di rispondere è quale scuola? Qui si riflette sul ruolo degli insegnanti, a quale modello pedagogico aderire, a quale idea di scuola ancorarsi. I tentativi di riforma hanno generato spesso solo un grande disorientamtento. Nella scuola post-moderna l’arte, il pensiero narrativo e la costruzione sociale dei saperi devono essere i nuovi punti di riferimento dei processi scolastici al di là del modello pedagogico privilegiato.

Nell’ultimo capitolo gli autori riflettono su quale psicologia? C’è alla base degli interventi educativi in classe ed in particolare sulla questione del metodo una questione molto importante è il ruolo della corporeità e dell’inconscio a scuola.

In questo libro si intende dunque promuovere una scuola basata sulla valorizzazione dell’esperienza dei discenti. In particolare sul valore del proprio corpo, sulle emozioni proprie e degli altri, sulla maggiore autonomia possibile del bambino, sull’importanza di ognuno come singolo e all’interno del gruppo classe.

Il discorso portato avanti nel libro è molto interessante e convincente, le argomentazioni sono precise ed attuali poiché il testo è del 2019, le citazioni sono quasi tutte recenti. Gli autori hanno manifestato la loro reale esperienza sul campo e una grande competenza, come testimoniato anche dalle loro biografie in copertina. I suggerimenti degli autori possono essere tradotti direttamente in pratica e quindi sono una preziosa guida per l’insegnante.

Il testo è ben organizzato, i capitoli risultano equilibrati sia per quantità che per qualità dei contenuti e portano avanti coerentemente la tesi di fondo degli autori. Il contenuto è esposto in modo chiaro e razionale con uno stile curato e facilmente leggibile. In solo 106 pagine, scritte con un linguaggio semplice, è proposto un messaggio innovativo. Non ci sono illustrazioni ma ci sono vari schemi e tabelle che sono comprensibili senza sforzo. Mancando immagini a colori l’attenzione del lettore potrebbe calare durante la lettura ma l’aspetto del libro è, comunque, gradevole e la copertina robusta. La bibliografia è precisa, ben fatta e secondo criteri scientifici rigorosi. Favorisce la sua fruizione da parte del lettore sia in ordine alfabetico che per tipo di documento. L’indice analitico è presente ed è ben fatto.

L’educazione all’empatia, all’ascolto del corpo e delle emozioni, alla comunicazione narrativa, all’espressività artistica, per educare cittadini consapevoli e liberi, è cio che il lettore/insegnante troverà in queste pagine.

«Everyone can act. Everyone can improvise» 

Il libro punta a sostenere e accompagnare i docenti che credono in una Scuola capace di far emergere l’unicità di ogni alunno.

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