La città come luogo di educazione per l’individuo

Il Ginnasio

Rappresentazione della pianta del ginnasio


In passato, molti atleti venivano raffigurati su rappresentazioni vascolari a figure nere e a figure rosse. In modo particolare le scene che venivano dipinte a figure rosse facevano riferimento al ginnasio e alla palestra.
Il ginnasio, inteso come istituzione educativa, nacque nel VI secolo a.C. e riguardava l’esercizio di discipline leggere come la corsa, il salto, il lancio del disco e del giavellotto. La palestra invece era il luogo in cui venivano svolte attività fisiche più pesanti come la lotta o il pugilato.
Per quanto riguarda le discipline leggere, la corsa veniva praticata in una pista coperta detta xystos o all’aperto. Gli atleti per svolgere questa attività dovevano percorrere una corsia e per la rincorsa, dovevano raggiungere una fossa ripiena di sabbia, detta skàmma. Nella città di Atene, il ginnasio era una struttura completamente inserita nella vita pubblica e poteva svolgere funzioni importanti: esso diventava luogo di parate di cavalleria e di esercizi militari, ma soprattutto un luogo di educazione per gli efebi e sedi di scuole filosofiche. Ad esempio Platone fondò la sua scuola nella zona occupata dal ginnasio all’interno dell’Accademia.
I ginnasi erano aperti a tutti gli ateniesi e venivano controllati da funzionari pubblici. Il ginnasio più antico che viene fornito come modello fu quello di Delfi, che risale al IV secolo a.C. Il Ginnasio di Delfi era formato da due terrazze sovrapposte, lunghe rispettivamente duecento e sessanta metri circa. Nella parte superiore si trovava lo xystos, all’interno del quale era presente la pista coperta, mentre nella parte inferiore si trovava il loutròn, ovvero un luogo aperto dove si trovava una piscina rettangolare circolare e fornito di vasche rettangolari.
Una delle discipline che venivano svolte nel ginnasio ed ancora oggi rientra a far parte dei giochi olimpici, era il pentathlon, composto da cinque discipline diverse come il salto in lungo, la corsa, il lancio del disco, il lancio del giavellotto e la lotta.
L’atleta che svolgeva questa attività era considerato completo ed era un modello ideale per tutti gli altri sportivi. Il salto era considerata la disciplina più importante del pentathlon ed è ricordata da Omero nell’opera l’Odissea quando descrive le gare di atletica nell’Isola dei Feaci.
Le gare di corsa, invece, venivano svolte all’interno dello stadio la quale lunghezza variava in base all’unità di misura costituita dal piede. Il lancio del disco detto diskos, consisteva nel fatto che gli atleti facevano a gara nel scagliare un blocco di ferro non lavorato. Questa attività è conosciuta già nei poemi omerici in particolar modo nella descrizione dei giochi funebri in onore di Patroclo.
Prima del lancio, l’atleta passava della sabbia sulle mani e sul disco per evitare che questo gli scivolasse. Anche il lancio del giavellotto era una pratica sportiva e, pertanto, viene menzionata nell’opera di Omero. Gli Achei trascorrevano il tempo libero nel lancio del disco e del giavellotto.
Il giavellotto usato dagli atleti era ricavato da legni leggeri e il punto raggiunto dal lancio era segnalato per mezzo di un oggetto appuntito. Al momento del lancio, l’atleta faceva ruotare il giavellotto con lo scopo di assicurare stabilità al volo.
Infine, la lotta veniva classificata come un’attività che richiedeva forza e violenza, ma anche coraggio e astuzia e si articolava in due tipologie di combattimento: il primo veniva svolto in piedi, in un terreno preparato con la sabbia, mentre il secondo si svolgeva a terra e continuava finché uno dei due lottatori si dichiarava sconfitto.

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Informazioni su Cecilia Pallotta

Sono Cecilia Pallotta, ventisei anni Diplomata presso il Liceo Socio psicopedagogico E. Montale ed Educatrice Laureata in Scienze dell'Educazione con votazione 100/110 presso l'Università degli studi di Roma Tre. Attualmente specializzanda in Scienze Pedagogiche nella stessa Università. Ho svolto un periodo di osservazione presso uno studio di logopedia e svolgo attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie. Da molti anni studio pianoforte e canto. Scrivo articoli di approfondimento pedagogico e filosofico presso questa rivista.