“La Polis greca come modello di educazione” Analisi dei concetti e delle caratteristiche principali del pensiero politico-filosofico greco del V secolo a.C.

Immagine di Atene, considerata la Polis Greca per eccellenza e il punto di riferimento culturale e politico nel V secolo a.C.

Il tema principale che viene analizzato riguarda la valorizzazione dell’individuo come cittadino appartenente ad una comunità, attraverso lo studio del concetto di democrazia che spesso durante il percorso scolastico viene trascurato, citando alcuni Maestri della cultura occidentale come Socrate e Platone, i quali sono stati considerati i padri fondatori della pedagogia occidentale.

L’argomento principale descritto in questo articolo riguarda l’ambito dell’educazione, in particolar modo analizzando il contesto sociopolitico del V secolo a.C. nell’Antica Grecia.

Il V secolo a.C. viene considerato l’inizio della cultura occidentale perché in questo periodo storico nacquero le prime istituzioni educative, valorizzando i luoghi pubblici della città di Atene come L’Agorà, considerata come luogo di riferimento per i cittadini dell’epoca.

Nel corso del lavoro svolto, viene descritto il ruolo della donna, la quale non poteva partecipare alla vita pubblica della città, ma doveva dedicarsi esclusivamente alla cura della casa e all’educazione dei figli.

In conclusione, nell’ultima parte del lavoro vengono affrontati temi e concetti fondamentali che hanno caratterizzato la civiltà greca nella sua complessità come la trasmissione del sapere attraverso il dialogo come insegnò Socrate.

Come letto nell’introduzione, il tema fondamentale che viene analizzato in questo articolo riguarda l’analisi di un concetto molto importante, ma che spesso viene sottovalutato soprattutto nelle aule scolastiche, cioè il concetto di democrazia. Questo termine a noi noto deriva dal greco (kratos) e (demos) ed indica lo “strapotere” dei non possidenti. Tale forma di potere nacque nel V secolo a.C. nell’Antica Grecia, in particolar modo ad Atene.

Il cittadino faceva parte a pieno titolo della comunità partecipando alle assemblee decisionali.

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono – José Saramago

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.“

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