Le otto competenze chiave

Le otto competenze chiave, strategia di Lisbona
2000-2010 (Raccomandazioni del consiglio e del parlamento europeo, seduta del 18/12/2006)

una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto – come recita il testo europeo –  strumenti fondamentali ed ineludibili per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione – sempre citando dal testo ufficiale.
In ordine, non di importanza, ma come sono riportate:

1) comunicazione in madrelingua;
2) comunicazione in lingue straniere;
3) competenza matematica e competenze di base in scienze e tecnologia;
4) competenza digitale;
5) imparare ad imparare;
6) competenze sociali e civiche;
7) spirito di iniziativa e imprenditorialità;
8) consapevolezza ed espressione culturale.
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L’incontro tra la musica e l’uomo

L’importanza dell’educazione musicale per l’uomo. La musica sin dalla scuola dell’infanzia serve per sviluppare la zona del linguaggio, memoria e attenzione e permette alla persona di avere più fiducia in se stesso.

In riferimento alla mia esperienza culturale dal punto di vista universitario vorrei citare una breve introduzione riguardo il tema della musica poiché nella stesura della tesi triennale riguardo “la polis greca come modello di educazione” ho affrontato anche l’argomento della musica e del teatro greco nel V. Secolo A.C.

Sin dall’antichità la musica viene considerata come una manifestazione artistica dell’individuo e come forma di espressione delle proprie emozioni e sensazioni, infatti presso gli antichi greci nel V secolo A.C., un fenomeno peculiare ad Atene aveva la tragedia, genere teatrale che rappresentava una cerimonia tipicamente religiosa con una forte funzione sociale che il poeta esercitava nell’ambito della polis.

Il teatro greco coinvolgeva l’intera città ed era elevatissimo il numero di partecipanti attivi come i costumisti, i musicisti, gli istruttori, i sacerdoti e i musicisti. La tragedia inoltre era anche un momento politico molto importante perché l’organizzazione dello spettacolo era affidata allo Stato. Quindi la musica come il teatro nel V secolo svolgevano una funzione educativa a tal punto che il teatro stabilì le sue radici nella costruzione politica di Atene prendendo il nome di democrazia.

Dal punto di vista neurologico, alcuni studi hanno dimostrato che la musica potrebbe essere un metodo per aiutare bambini con forme di patologie particolari nello sviluppo della propria personalità. La musica inoltre permette all’individuo in generale di conoscere meglio la propria interiorità e aiuta ad esprimere le proprie emozioni.

In questo ambito, vorrei raccontare e descrivere la mia esperienza da musicista e cantante in riferimento alla spiegazione della musica intesa come forma d’arte per esprimere sé stessi. Sono un’allieva di pianoforte, da più di dieci anni suono questo strumento e contemporaneamente seguo lezioni di canto e nel corso degli anni mi sono esibita in vari teatri e locali della città; penso che conoscere la musica e saperla interpretare sia un modo per conoscersi e per comunicare all’altro le proprie emozioni e sensazioni. Il Pianoforte in particolar modo, rispetto agli altri strumenti, viene considerato lo strumento madre perché riesce a cogliere e trasmettere una particolare sensibilità che pochi altri strumenti dell’orchestra riescono a fare. Quindi condivido pienamente il discorso sull’incontro dell’uomo con la musica, perché la conoscenza di questo ambito viene considerato come un privilegio che coinvolge la sfera delle emozioni, la motivazione, la cognizione e le funzioni motorie.

Dal punto di vista didattico e psicologico, nell’ambito della scuola viene affrontato il tema della musicoterapia (dal greco significa cura) intesa come pratica che permette allo studente di andare oltre la conoscenza della musica tramite le note e lo spartito ma viene intesa come risorsa in quanto offre un contributo per la rimozione degli ostacoli all’apprendimento e aiuta a rimuovere ogni forma di esclusione nel corso delle attività didattiche in classe.

Cecilia Pallotta 19/07/2019

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