Le otto competenze chiave

Le otto competenze chiave, strategia di Lisbona
2000-2010 (Raccomandazioni del consiglio e del parlamento europeo, seduta del 18/12/2006)

una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto – come recita il testo europeo –  strumenti fondamentali ed ineludibili per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione – sempre citando dal testo ufficiale.
In ordine, non di importanza, ma come sono riportate:

1) comunicazione in madrelingua;
2) comunicazione in lingue straniere;
3) competenza matematica e competenze di base in scienze e tecnologia;
4) competenza digitale;
5) imparare ad imparare;
6) competenze sociali e civiche;
7) spirito di iniziativa e imprenditorialità;
8) consapevolezza ed espressione culturale.
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La famiglia come luogo di educazione primaria

La famiglia nella società contemporanea

Come è stato citato in precedenza, il periodo storico in cui viviamo di cui siamo protagonisti è il risultato di un lungo processo di industrializzazione e informatizzazione di massa che sta modificando lo stile di vita delle persone e il modo in cui esse creano e coltivano le relazioni. Storicamente, la famiglia viene considerata dai sociologi la prima agenzia educativa, dove per educazione si intende il processo attraverso il quale l’adulto cerca di tirare fuori la verità in ogni bambino accompagnandolo verso la costruzione di un percorso di vita per raggiungere un determinato scopo; per educazione si intende anche l’azione volta a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo dal punto di vista spirituale. Inoltre, la famiglia viene considerata come luogo in cui si sviluppa un’educazione sentimentale caratterizzata dalla trasmissione di affetto e amore da parte dei genitori cosicché i propri figli possano crescere in modo autentico e in un ambiente caloroso. Nello stesso tempo però il ruolo dei genitori è fondamentale nella crescita e sviluppo cognitivo dei propri figli perché debbano trasmettere anche regole e principi necessari per la loro vita all’interno di una società fondata su norme di convivenza civile. Rousseau, padre della pedagogia francese, sosteneva che i figli debbano essere allevati lontano dalla città perché essa rappresentava già nel suo periodo la sede di corruzione dell’animo umano in termini sociali e politici e quindi era necessario educare i propri figli in ambienti naturali in modo tale che possano sviluppare al meglio le proprie capacità cognitive. Ad esempio, l’individuo già da piccolo dovrebbe essere abituato a relazionarsi con le basse temperature cosicché possa comprendere che la realtà di cui fa parte non è costituita solamente dall’ambiente familiare caloroso ma anche da altri aspetti che potrebbero rafforzare il suo carattere. Egli deve conoscere il Mondo nella sua completezza sin da piccolo perché in questo modo può crescere con maggiore consapevolezza e saggezza. In riferimento al tema delle relazioni umane, l’aspetto della comunicazione verbale è primario all’interno della famiglia soprattutto con la madre poiché rappresenta la prima figura di riferimento per il bambino. Viene a crearsi un forte legame tra la madre e il bambino per mezzo del cordone ombelicale.

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