Il dibattito sulle competenze

IL DIBATTITO SULLE COMPETENZE, INTERVISTA DI A. GAVOSTO AL CORRIERE DELLA SERA DEL 23 AGOSTO 2017
Il direttore della Fondazione Agnelli risponde alle domande di Gianna Fregonara del Corriere della Sera intorno al dibattito su obbligo scolastico, competenze e rinnovamento della didattica alimentato dalle dichiarazioni della ministra Fedeli al Meeting di Rimini.

Il Testo dell’intervista

Source: Il dibattito sulle competenze

Capacitazione e formazione docente

Cosa si intende con il termine capacitazione? E come si collega alla formazione continua, in particolare degli insegnanti? Nel panorama della formazione della professionalità docente e della ricerca pedagogica si utilizzano sempre più termini come “capacitare”, “agency”, “generatività”, senza tuttavia approfondire la provenienza ed il significato di questi termini, oltre che le ricadute concrete che possano procurare in termini di miglioramento della pratica professionale.

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I colori nelle culture e nelle lingue antiche e moderne | Dialoghi Mediterranei

Bisogna notare che i colori non esprimono sempre concetti universali ma culturali, pertanto se in Occidente il colore del lutto viene associato al nero, in Asia al contrario viene identificato con il bianco [7], che invece è il colore dell’abito della sposa occidentale [8] sin dalla fine del XVIII secolo e in generale risulta collegabile con tutto ciò che è puro. Infine, il valore culturale che si associa ai colori si ritrova in maniera evidente nelle bandiere dei diversi Stati, dove la carica simbolica della stessa tonalità cromatica può essere molto differente rispetto a quella assegnata ad altri vessilli.

Source: I colori nelle culture e nelle lingue antiche e moderne | Dialoghi Mediterranei

Open Space Technology

L’Open Space Technology (OST) è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare gruppi di lavoro (workshop) e riunioni (meeting) particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate.

Si tratta di una metodologia innovativa poiché in tal modo le persone tendono a non annoiarsi e, anche grazie a un clima piacevole, in tempi relativamente brevi esse producono un documento riassuntivo di tutte le proposte/progetti elaborati dal gruppo, l’instant report. Documento che oltre alla sua utilità pratica diviene testimonianza di un lavoro fatto e garante degli impegni presi.

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Menti ir/razionali!

“…i fatti e le argomentazioni razionali non sono affatto in grado, molto spesso, di cambiare le opinioni delle persone. Questo perché i nostri cervelli razionali, frutto dell’evoluzione, non sono poi così evoluti. Uno dei motivi per cui le teorie cospirazioniste hanno così successo è dovuto al nostro desiderio di imporre al mondo una struttura monolitica, perché siamo portati a ragionare per modelli. Uno studio recente ha infatti dimostrato la correlazione tra l’esigenza di incalanare la realtà in una struttura precostituita e la tendenza a credere in una teoria del complotto…”
[articolo completo: http://frontierenews.it/ opp. download]

NUOVA DIDATTICA | UNIVERSITÀ by EDITRICE LA SCUOLA

NUOVA DIDATTICA è la faccia digitale di alcuni volumi cartacei (per ora è stato pubblicato il volume “L’Agire didattico. Manuale per l’insegnante”) sulla didattica ad opera di docenti universitari di varie università italiane. Il tentativo è quello di fornire supporti allo studio e alla ricerca partendo da alcune premesse comuni e condivise, tra cui il ruolo della azione, la centralità di una relazione ricorsiva tra teoria e pratica, il ruolo della riflessione nella formazione e la messa a fuoco della professionalità nella formazione degli insegnanti. Il tentativo è anche quello di creare tra diversi autori uno spazio e un confronto per sperimentare modelli sulla formazione degli insegnanti e per confrontare linguaggi che in assenza di un’ontologia usano spesso anche termini differenti per indicare concetti simili. Continue reading

UNESCO, Education for the 21st Century

Education for the 21st CenturyEducation transforms lives and is at the heart of UNESCO’s mission to build peace, eradicate poverty and drive sustainable development.UNESCO believes that education is a human right for all throughout life and that access must be matched by quality. The Organization is the only United Nations agency with a mandate to cover all aspects of education. It has been entrusted to lead the Global Education 2030 Agenda through Sustainable Development Goal 4. Continue reading

Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero

Il quadro teorico della ricerca.

Il ricercatore che si accosta ad una ricerca non è mai una tabula rasa, ma inizia il suo studio avendo alle spalle una serie di conoscenze pregresse, che derivano dalla sua formazione, dalle sue precedenti attività di ricerca, dalle sue letture, dai suoi interessi scientifici e culturali, ecc. Questo bagaglio, che il ricercatore porta con sé in modo più o meno consapevole, viene detto background teorico del ricercatore. Nel affrontare una ricerca empirica su un tema specifico il ricercatore si documenta poi sugli studi, teoretici ed empirici, che altri studiosi hanno già condotto sull’argomento, attraverso un esame storico-critico della letteratura sul tema. Queste letture, citate in modo più o meno esplicito nel rapporto di ricerca, costituiscono il quadro teorico della ricerca. E’ dal quadro teorico che è possibile intuire le premesse epistemologiche dal quale parte il ricercatore, le scuole di pensiero a cui aderisce, gli autori che egli ritiene maggiormente importanti nell’affrontare quel dato tema. Questa “conoscenza di sfondo” da cui parte il ricercatore incide in modo rilevante sulle aspettative che egli nutre sulla realtà empirica, sulle sue scelte di ricerca e sulle modalità di interpretazione dei dati raccolti. Se, ad esempio, il ricercatore studia il comportamento cognitivo dei bambini dai 7 agli 11 anni e adotta come quadro teorico la teoria degli stadi di Piaget, si aspetterà che i suoi soggetti siano in grado di svolgere operazioni concrete e reversibili utilizzando i propri schemi mentali come riferimento (ad esempio classificare gli animali). Il background teorico del ricercatore, vasto e in larga misura implicito, guiderà il ricercatore stesso verso la costruzione di un quadro teorico esplicito, e da questo, se la ricerca persegue finalità confermative, egli deriverà le sue ipotesi, anche in relazione ai suoi obiettivi conoscitivi. Se la ricerca persegue finalità esplorative, non verranno formulate ipotesi esplicite e il quadro teorico guiderà semplicemente il ricercatore attraverso il processo di raccolta ed interpretazione del dato empirico.

Sorgente: Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero