La persistenza della memoria

La persistenza della memoria

Salvador Dalì, La persistenza della memoria, realizzato nel 1931 e conservato al Museum of Modern Art di New York.

«E il giorno in cui decisi di dipingere orologi, li dipinsi molli. Accadde una sera che mi sentivo stanco e avevo un leggero mal di testa, il che mi succede alquanto raramente. Volevamo andare al cinema con alcuni amici e invece, all’ultimo momento, io decisi di rimanere a casa. Gala, però, uscì ugualmente mentre io pensavo di andare subito a letto. A completamento della cena avevamo mangiato un camembert molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico dell’ipermollezza posto da quel formaggio.

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I colori nelle culture e nelle lingue antiche e moderne | Dialoghi Mediterranei

Bisogna notare che i colori non esprimono sempre concetti universali ma culturali, pertanto se in Occidente il colore del lutto viene associato al nero, in Asia al contrario viene identificato con il bianco [7], che invece è il colore dell’abito della sposa occidentale [8] sin dalla fine del XVIII secolo e in generale risulta collegabile con tutto ciò che è puro. Infine, il valore culturale che si associa ai colori si ritrova in maniera evidente nelle bandiere dei diversi Stati, dove la carica simbolica della stessa tonalità cromatica può essere molto differente rispetto a quella assegnata ad altri vessilli.

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