La famiglia come luogo di educazione primaria

La famiglia nella società contemporanea

Come è stato citato in precedenza, il periodo storico in cui viviamo di cui siamo protagonisti è il risultato di un lungo processo di industrializzazione e informatizzazione di massa che sta modificando lo stile di vita delle persone e il modo in cui esse creano e coltivano le relazioni. Storicamente, la famiglia viene considerata dai sociologi la prima agenzia educativa, dove per educazione si intende il processo attraverso il quale l’adulto cerca di tirare fuori la verità in ogni bambino accompagnandolo verso la costruzione di un percorso di vita per raggiungere un determinato scopo; per educazione si intende anche l’azione volta a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo dal punto di vista spirituale. Inoltre, la famiglia viene considerata come luogo in cui si sviluppa un’educazione sentimentale caratterizzata dalla trasmissione di affetto e amore da parte dei genitori cosicché i propri figli possano crescere in modo autentico e in un ambiente caloroso. Nello stesso tempo però il ruolo dei genitori è fondamentale nella crescita e sviluppo cognitivo dei propri figli perché debbano trasmettere anche regole e principi necessari per la loro vita all’interno di una società fondata su norme di convivenza civile. Rousseau, padre della pedagogia francese, sosteneva che i figli debbano essere allevati lontano dalla città perché essa rappresentava già nel suo periodo la sede di corruzione dell’animo umano in termini sociali e politici e quindi era necessario educare i propri figli in ambienti naturali in modo tale che possano sviluppare al meglio le proprie capacità cognitive. Ad esempio, l’individuo già da piccolo dovrebbe essere abituato a relazionarsi con le basse temperature cosicché possa comprendere che la realtà di cui fa parte non è costituita solamente dall’ambiente familiare caloroso ma anche da altri aspetti che potrebbero rafforzare il suo carattere. Egli deve conoscere il Mondo nella sua completezza sin da piccolo perché in questo modo può crescere con maggiore consapevolezza e saggezza. In riferimento al tema delle relazioni umane, l’aspetto della comunicazione verbale è primario all’interno della famiglia soprattutto con la madre poiché rappresenta la prima figura di riferimento per il bambino. Viene a crearsi un forte legame tra la madre e il bambino per mezzo del cordone ombelicale.

La società contemporanea

Le contraddizioni della società contemporanea

Ho voluto iniziare a scrivere questo capitolo, spiegando secondo il mio punto di vista il significato della parola passione. La passione è l’unico strumento che permette all’individuo di migliorarsi e di maturarsi perché senza di essa siamo considerati dei semplici corpi che vagano per il Mondo. L’uomo contemporaneo, rispetto alle generazioni passate, ha cambiato il modo di pensare e il proprio stile di vita a causa della sovrabbondanza e surplus di prodotti e mezzi che ha a disposizione spesso inutili per la sopravvivenza. L’uomo post-moderno vive in una realtà sempre più competitiva e veloce e sembra che abbia perso la percezione di sé stesso e dei propri obiettivi finali, poiché viene spesso utilizzato e manipolato come mezzo e strumento dai poteri forti, i quali partecipano ad essere le più importanti potenze del mondo, nonché grandi burattinai. Credo fermamente che lo studio e la conoscenza siano l’unica strada che permette all’uomo di trovare un posto nel Mondo, di vivere un futuro migliore inseguendo le proprie passioni e soprattutto di essere liberi. In questo capitolo verranno analizzati gli aspetti più importanti della società contemporanea e i cambiamenti che l’individuo ha dovuto subire e nello stesso tempo usufruire per adattarsi ad uno stile di vita definito ormai tecnologico. Per capire il termine tecnologico bisogna ricostruire l’origine e le radici storiche di questa espressione, la quale si è trasformata nel tempo. La parola tecnologia deriva dal greco “logos” significa studio, discorso mentre tecnica deriva dalla parola greca “Technè” e significa tecnica, esercizio, pratica. Il primo filosofo che utilizzò la parola technè fu Aristotele, nell’opera l’Etica Nicomachea, il quale disse che per condurre una vita buona, l’individuo doveva praticare le virtù attraverso la tecnica e la ricerca. In questa opera filosofica egli precisa che ogni tecnica e ogni ricerca, come ogni azione e ogni scelta, tendono a qualche bene. Aristotele riteneva che l’uomo, essendo un animale politico, possa raggiungere la perfezione morale, non individualmente, ma in campo politico, sia perché corrisponde alla sua natura, sia perché la sua opera diventi potente ed efficacie. La caratteristica fondamentale del suo pensiero filosofico consiste nello stabilire quale sia il bene supremo a cui l’azione dell’uomo deve tendere per realizzare la sua perfezione; Aristotele spiega che il bene supremo è il raggiungimento della felicità che consiste nel vivere bene e avere successo.

La Crescita Digitale

La Rivoluzione digitale

Da qualche anno a questa parte le istituzioni di alto livello discutono sul tema della crescita digitale e in modo particolare sul concetto di rete. Come ricordava Umberto Eco, la rete viene paragonata ad un labirinto nel quale ci si può perdere poichè ha infinite strade e percorsi collegati senza inizio e senza fine. In questa prospettiva, l’autore faceva riferimento al labirinto di Cnosso, descritto nel mito di Teseo, all’interno del quale al centro c’era il Minotauro e una volta eliminato si poteva uscire tranquillamente. Attraverso questa breve analisi del pensiero di Eco, si definisce rete un sistema interconnesso di informazioni in cui si pone al centro del processo di ricerca l’intelligenza artificiale. Infatti, a proposito di questo tema, vengono analizzati tre ambiti di analisi e di osservazione che alcuni studiosi della materia si soffermano molto, quali: lo studio dell’ecosistema, la governance, l’uso dei dati e il partenariato tra settore Pubblico e settore Privato. In modo particolare, nel contesto della Pubblica Amministrazione ciò che è oggetto di trasformazione riguarda il sistema di organizzazione lavorativa e controllo della burocrazia. E’ necessario quindi creare nuovi modelli di investimento come l’uso della digitalizzazione della documentazione. L’uomo nel corso della storia è stato in grado di migliorare il proprio stile di vita, passando da una condizione semplicistica e materiale della vita di cui era protagonista l’Homo sapiens, fino ad arrivare ad una condizione miglioristica tramite l’uso e lo sviluppo del linguaggio di cui è protagonista l’Uomo contemporaneo. Infatti, secondo la teoria psicologica di Vygotskij, l’individuo è in grado di sviluppare le proprie capacità tramite l’uso del linguaggio e del pensiero raggiungendo in questo modo le conoscere più complesse. Attualmente, nella società post-industriale o post- moderna, l’individuo per essere riconosciuto completamente nell’ambito professionale e lavorativo, deve necessariamente possedere delle competenze di base. Esse rappresentano il complesso di conoscenze, capacità e abilità interiorizzate dall’individuo durante il percorso di studi e messe in pratico successivamente nell’ambito lavorativo, al fine di essere riconosciuto come cittadino attivo e parte integrante di una comunità.

Bauman e la post-modernità

Rispetto al passato, nel periodo post-moderno, viene introdotto un cambiamento culturale che ha determinato la nascita di nuove forme di sensibilità. Secondo il sociologo Bauman (1925-2017) la post-modernità viene definita come l’età dell’incertezza nella quale è stata abbandonata la ricerca dei fondamenti. Il mondo post-moderno è caratterizzato dalla nascita e sviluppo dell’industrializzazione e informatizzazione. Tali scoperte tecnologiche hanno condotto alla fine di grandi narrazioni e racconti che hanno caratterizzato il secolo precedente. In ogni fase storica esisteva una visione progressiva della storia dove il progresso era caratterizzato dal conquiste sociali quali l’emancipazione cioè la liberazione da una determinata condizione di inferiorità.

Il significato culturale di tali cambiamenti sociali era molto più importante del suo significato politico. Ad esempio, i movimenti studenteschi erano considerati come “memento mori”, cioè rivolti ad una generazione che aveva quasi creduto di aver risvolto per sempre i problemi della società occidentale. Gli abitanti dei Paesi dell’Europa Occidentale e Centrale conducevano uno stile di vita cosmopolita, avevano vissuto da tempo in un mondo caratterizzato da un costante cambiamento caratterizzato dalla trasformazione tecnologica e dall’innovazione culturale. Negli anni ’70 andarono in crisi i partiti e i movimenti politici che si basavano sul consenso della classe operaia. Da questo periodo in poi, si parla di società post-industriale, caratterizzata dalla rapida trasformazione tecnica della produzione, la maggior parte delle quali economizzarono, accorciarono, o addirittura eliminarono il lavoro umano. Nonostante il nuovo processo di industrializzazione di massa, la classe operaia era unita dalla componente centrale della vita, la collettività, il predominio del “noi” sull’io. Esisteva la convinzione che le persone potevano migliorare la propria vita solo con l’azione collettiva.

Cacciari – “Nell’indifferenza al Male finisce l’Europa, muore la politica”.

Analisi lucida e precisa della crisi dell’Europa, non semplicemente l’Europa come unione ma come continente con una lunga storia e una grande cultura, oggi in crisi per il mutamento degli scenari globali.

Il prof. Massimo Cacciari ha dialogato con gli studenti delle scuole della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze e Priverno nella Conferenza organizzata dall’Ufficio diocesano per la Pastorale culturale.
Registrazione audio della Conferenza
(Download=50Mb, per connessioni lente attendere qualche istante)

Riportiamo in modo schematico una sintesi dell’intervento:

  • L’unione europea nasce dagli SCONFITTI della II guerra mondiale, tutti i paesi europei hanno perso, i veri vincitori sono solo Stati Uniti e Unione Sovietica. Fino all’inizio del 900 l’Europa era il centro del mondo, dal punto di vista demografico e della ricchezza, dopo il baricentro del poetere si sposta in altri continenti.
  • I grandi imperi hanno sempre una struttura federale
  • Competizione, non è necessariamente guerra, tra grandi spazi federali. I paesi europei possono competere con le potenze continentali e globali.
  • UE unica chance per i paesi europei che altrimenti sarebbero solo province di altri Imperi. Al termine della II guerra mondiale, la consapevolezza di questa chance ha unito tutti i dirigenti europei di molteplici orientamenti. Sono stati concordi: liberali (mercato comune, moneta unica, concorrenza, meccanicismo economicistico, …); cristiano-popolari (Adenauer, Schuman, De Gasperi politici di cultura-lingua tedesca, Acciaio, carbone, idea di comunità, solidarietà e sussidiarietà, federalismo, fedus=patto, amicizia, …); socialdemocratici (piena occupazione ed equa distribuzione del reddito; …)
  • Oggi UE 10% PIL mondiale
  • Compromesso tra componenti cristiano-popolari e social-democratici ha governato per decenni l’Europa e ha retto fino a ieri.
  • Mai come oggi è necessaria l’Unione Europea… perché è debole
  • Difesa comune necessaria
  • I grandi imperi globali (India, Cina, Usa, Russia) sono governati da forze di capitalismo politico, miscela di interessi finanziari, militari e politici. Non hanno una identità nazionale ma … Ubi pecunia ibi patria
  • “Solo una dimensione europea, forse, può confrontarsi con i grandi poteri globali
  • Una sovranità reale può esistere solo in una dimensione europea. L’autonomia non è frantumazione, democrazia non è egalitarismo ma benessere condiviso,
  • Federalismo europeo, è un progetto da riprendere
  • Ancora oggi l’Europa ha una missione che solo lei/noi possiamo svolgere.
  • Missione dell’Europa nel mondo contemporaneo: nuovo diritto internazionale, ius gentium, valori (giustizia, rispetto, …), diritti dell’Uomo, generare civiltà, abbattere confini, …
  • Eneide (Enea naufrago, su un barcone, in fuga dalla guerra, è accolto dai cartaginesi, si tratta della storia del padre fondatore); Colonna infame (ira di Manzoni contro il senso comune), …
  • Possibile che un giovane rimanga indifferente davanti all’inferno del mondo contemporaneo?
  • No all’ipocrisia, scegliere Virgilio, Dante, Manzoni, Goethe, …non l’ignoranza e l’arroganza.
  • Il morto non si adatta al cambiamento… l’Europa è finita (< gli europei) se non si trasforma.
  • Accontentarsi di essere marginali, aspettare la fine … “È un discorso da vecchi, un giovane non può arrendersi!

Nel corso del dibattito, numerose e interessantissime domande degli studenti hanno provocato la reazione profonda e appassionata del prof. Cacciari:
Il senso della vita è…trovati qualcosa da fare e fallo

  • Le regole, sono lo strumento per mirare al bene comune,
  • I cosiddetti corpi intermedi, non sono solo partiti e sindacati ma anche volontariato, chiesa ecc. …
  • La riforma scuola, dovrebbe fare di più per creare veri cittadini europei
  • Cosa unisce l’Europa? Gli interessi (se sono in una famiglia forte sono forte anch’io), la cultura europea (valori comuni, matrice comune, non solo nel medio evo, illuminismo, romanticismo, meticciarsi continuo, es. Normanni in Sicilia affascinati dallo stile arabo),
  • No eurocentrismo ma pragmatismo
  • La Missione Europa serve al mondo: diritti, solidarietà, sussidiarietà sono patrimonio peculiare della cultura europea.
  • Erasmus esperienza chiave,
  • Corpi intermedi fattore di disturbo per il capo,
  • Politica dell’immigrazione e integrazione per la sicurezza. … può essere solo europea
  • Repubblica planetaria di Kant
  • Oggi le potenze si possono organizzare solo su scala continentale
  • “Le persone benpensanti non possono pensarsi europei senza cristianità ma anche la cristianità non può pensarsi senza Europa”
  • -ismo=importanza vitale; “il popolo non esiste, è una finzione ideologica per rappresentare tutti”
  • “Solo attraverso il confronto con la diversità si costruisce l’identità”
  • “Nell’ambito del singolo paese non funzionerà niente” es.prod.agricole

“Solo a scuola si impara a discernere” … una scuola fatta bene con insegnanti preparati.

Al termine il vescovo Mons. Mariano Crociata ha tratto le conclusioni

Ha esortato i presenti a “Fare tesoro” di questi preziosi insegnamenti.

Ha sottolineato come si sia trattato, oltre che di una interessante conferenza anche di “una lezione di metodo e di stile di pensiero: ragionare con logica e con argomenti documentati, informati, corretti”.

CdCC 1883 “La socializzazione presenta anche dei pericoli. Un intervento troppo spinto dello Stato può minacciare la libertà e l’iniziativa personali. La dottrina della Chiesa ha elaborato il principio detto di sussidiarietà. Secondo tale principio, «una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità e aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune».” *

* Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 48: AAS 83 (1991) 854; cf Pio XI, Lett. enc. Quadragesimo anno: AAS 23 (1931) 184-186.
Sito diocesano

La costruzione dell’identità tra filosofia e neuroscienze (parte I)

«L’identità, almeno per quanto riguarda quella del singolo essere umano, è comunemente intesa come permanenza, ovvero continuità di coscienza e memoria.

Nei due emisferi avvengono elaborazioni parallele degli stimoli, che, in condizioni fisiologiche, vengono integrate grazie al corpo calloso. Se questo manca, i due emisferi diventano due unità quasi indipendenti».

Source: La costruzione dell’identità tra filosofia e neuroscienze (parte prima) | Scienze della vita – Il Chiasmo | Treccani, il portale del sapere

«…Se ha ragione Gazzaniga e non i suoi detrattori, le spiegazioni e le cause che attribuiamo alle nostre azioni potrebbero non esser altro che epifenomeni: spiegazioni inventate e più o meno veritiere, costruite a posteriori dall’interprete nel nostro emisfero sinistro. Perché si è sviluppata una funzione cerebrale che essenzialmente sembra creare un’identità e delle spiegazioni fittizie? Si possono formulare diverse ipotesi. Evolutivamente è utile registrare con oggettività gli eventi casuali che si verificano attorno a noi (prevalentemente tramite l’emisfero destro), ma è altrettanto importante trovare un senso nascosto e soggettivo tra le molte informazioni (grazie all’interprete sinistro)».

Toward A Brain-Based Theory of Beauty

We wanted to learn whether activity in the same area(s) of the brain correlate with the experience of beauty derived from different sources. 21 subjects took part in a brain-scanning experiment using functional magnetic resonance imaging. Prior to the experiment, they viewed pictures of paintings and listened to musical excerpts, both of which they rated on a scale of 1–9, with 9 being the most beautiful. This allowed us to select three sets of stimuli–beautiful, indifferent and ugly–which subjects viewed and heard in the scanner, and rated at the end of each presentation.
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Clifford Geertz e l’antropologia interpretativa

L’antropologia, lungo il suo percorso, ha adottato molti metodi e metodologie per studiare il suo oggetto di studio: le culture umane. La condizione umana è l’unica a distinguersi tra le altre specie per la produzione di cultura. Essa rappresenta un mezzo attraverso cui l’uomo si adatta all’ambiente in cui vive e lo trasforma; tramite cui, inoltre, può esercitare un’influenza sulla propria genetica. Ma se ai suoi arbori, nella seconda parte dell’XIX secolo, l’antropologia era praticata dai suoi autori perlo

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