Assisi 2016 – Sete di Pace | Comunità di Sant’EgidioComunità di Sant’Egidio

Ad Assisi, dal 18 al 20 settembre 2016 si tiene l’Incontro internazionale “SETE DI PACE: religioni e culture in dialogo”.30 anni dopo la storica Giornata di Preghiera per la Pace del 27 ottobre 1986 voluta da San Giovanni Paolo II, uomini e donne di fede, culture diverse, uniti dalla speranza che lo “spirito di Assisi” possa portare pace in un mondo segnato da violenza, guerre, divisioni, si incontrano per 3 giorni, per parlare, confrontarsi, pregare l’uno accanto all’altro.L’evento è promosso dalla Diocesi di Assisi, dalle Famiglie Francescane e dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con altri movimenti e aggregazioni ecclesiali, con la Conferenza Episcopale Umbra, la Regione Umbria e il Comune di Assisi.Negli ultimi 30 anni lo spirito di Assisi ha raggiunto numerose città del mondo grazie agli incontri “Uomini e Religioni”, promossi dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con le diverse diocesi locali, nei quali rappresentanti delle grandi religioni mondiali e personalità della cultura e della politica si incontrano nel segno del dialogo e della preghiera, ponendo le basi per un futuro di pace.

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Quando Madre Teresa era famosa in tutto il mondo… tranne che nel suo paese

Quando Madre Teresa fu insignita del Premio Nobel per la Pace, nel 1979, era già celebre in tutto il mondo per le sue opere e la sua missione a Calcutta. In tutto il mondo, fatta eccezione per il suo paese d’origine, l’Albania, dove il regime comunista aveva proibito non solo la religione ma persino Dio, quindi di conseguenza, aveva completamente censurato questa sua illustre cittadina, Agnes Gonxha Bojaxhiu.

Lo ha raccontato a ZENIT, Visar Zhiti, rappresentante diplomatico dell’Albania presso la Santa Sede. “A quell’epoca, l’Albania era impermeabile a qualunque notizia, comprese quelle su Madre Teresa. Era famosa nel mondo ma non poteva recarsi nel suo paese”, ricorda. La prima volta che Zhiti sentì fare il suo nome, fu nel 1969, quando si trovava in carcere, dove stava scontando una condanna per aver composto versi poetici ‘sovversivi’. Quando arrivavano nuovi detenuti, gli altri domandavano loro cosa stesse succedendo lì fuori. Un giovane gli disse: “ho sentito alla Rai che una suora albanese ha vinto il Premio Nobel per la Pace, suor Teresa”. Questo nome “si stampò nella mia mente e nel mio cuore”, racconta il diplomatico albanese.madre Teresa di Calcutta

In Albania, la religione era proibita, era l’unico paese del mondo formalmente ateo. Tutti i templi religiosi erano stati distrutti. I sacerdoti erano stati tutti fucilati o richiusi in carcere. “Sentire che una suora albanese era conosciuta in tutto il mondo ed aveva conquistato un Premio Nobel, era una gioia. Dio ci concedeva questo “premio” per compensare la situazione in cui versava il paese”, osserva Zhiti.
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The European Reference Index for the Humanities – ERIH 

The European Reference Index for the Humanities and the Social Sciences (ERIH PLUS) was created and developed by European researchers under the coordination of the Standing Committee for the Humanities (SCH) of the European Science Foundation (ESF). The ERIH lists, which initially covered only humanities disciplines, were first published by ESF in 2008, while revised lists were made available in 2011-2012. In 2014, responsibility for the maintenance and operation of ERIH was transferred to the NSD – Norwegi

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Max Scheler all’origine del personalismo di K. Wojtyla

Max Scheler all’origine del personalismo di K. Wojtyla – Prospettiva n.78-79
Bartlomiej Sipinski – Universita Adam Mickiewicz, Poznan (Polonia)

«…Il personalismo di Karol Wojtyla è una filosofia che unisce tra l’altro le ispirazioni tomiste e il linguaggio fenomenologico. L’articolo propone una riflessione sulle fonti d’ispirazione che hanno condotto ad una rivisitazione della filosofia della persona.

«La sua caratteristica consiste nella presentazione della persona costantemente di fronte ai valori, e per questo di fronte a Dio…
… il filosofo di Cracovia, futuro Papa Giovanni Paolo II, continua, se si può usare una tale generalizzazione, l’opera personalista di san Tommaso arricchendola degli apporti della fenomenologia. Perciò il suo personalismo viene spesso descritto come pensiero tomista fenomenologico ed un tale delinea la parte innovativa della questione della persona.
… L’uomo è persona in ogni suo atto ed attraverso gli atti lo deve testimoniare.
… se vogliamo credere alla tesi sul carattere tomista fenomenologico del personalismo di Karol Wojtyla, sorge la domanda su come il Papa Filosofo concili la filosofia dell’essere, alla quale appartiene il tomismo, e la filosofia della coscienza, come viene intesa dalla fenomenologia. Continue reading

Papa FRANCESCO: “Mai stancarsi di testimoniare il DIALOGO”

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MEETING AMICIZIA TRA I POPOLI RIMINI, PAPA FRANCESCO: “MAI STANCARSI DI TESTIMONIARE IL DIALOGO” – 19.8.2016

“C’è una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo”. E’ l’appello di Papa Francesco contenuto nel messaggio al Meeting di Cl. “Scopriremo che aprirci agli altri – sottolinea Francesco – non impoverisce il nostro sguardo, ma ci rende più ricchi perché ci fa riconoscere la verità dell’altro, l’importanza della sua esperienza e il retroterra di quello che dice, anche quando si nasconde dietro atteggiamenti e scelte che non condividiamo”. Il Pontefice rileva ancora che “un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente. In questo modo può iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l’uno e l’altro. Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà”. Per Bergoglio, “tanti sconvolgimenti di cui spesso ci sentiamo testimoni impotenti sono, in realtà, un invito misterioso a ritrovare i fondamenti della comunione tra gli uomini per un nuovo inizio”. Le diversità degli altri sono ricchezza “L’individualismo allontana dalle persone, ne coglie soprattutto i limiti e i difetti, indebolendo il desiderio e la capacità di una convivenza in cui ciascuno possa essere libero e felice in compagnia degli altri con la ricchezza delle loro diversità”, sottolinea il Papa nel messaggio al Meeting di Cl in corso a Rimini. E’ la presunzione di farcela da soli a origine dei conflitti “Di fronte alle minacce alla pace e alla sicurezza dei popoli e delle nazioni, siamo chiamati a prendere coscienza che è innanzitutto un’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro, come se fosse un nostro antagonista che ci toglie spazio vitale e oltrepassa i confini che ci siamo costruiti”, sottolinea il Papa nel messaggio al Meeting di Cl. “Di fronte al cambiamento d’epoca in cui tutti siamo coinvolti – fa presente Francesco – , chi può pensare di salvarsi da solo e con le proprie forze? È la presunzione che sta all’origine di ogni conflitto tra gli uomini”.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-Mai-stancarsi-di-testimoniar-il-dialogo-624d698e-afd8-4df1-9c23-666223412f9e.html

Testo https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/08/19/0590/01322.pdf

Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero

Il quadro teorico della ricerca.

Il ricercatore che si accosta ad una ricerca non è mai una tabula rasa, ma inizia il suo studio avendo alle spalle una serie di conoscenze pregresse, che derivano dalla sua formazione, dalle sue precedenti attività di ricerca, dalle sue letture, dai suoi interessi scientifici e culturali, ecc. Questo bagaglio, che il ricercatore porta con sé in modo più o meno consapevole, viene detto background teorico del ricercatore. Nel affrontare una ricerca empirica su un tema specifico il ricercatore si documenta poi sugli studi, teoretici ed empirici, che altri studiosi hanno già condotto sull’argomento, attraverso un esame storico-critico della letteratura sul tema. Queste letture, citate in modo più o meno esplicito nel rapporto di ricerca, costituiscono il quadro teorico della ricerca. E’ dal quadro teorico che è possibile intuire le premesse epistemologiche dal quale parte il ricercatore, le scuole di pensiero a cui aderisce, gli autori che egli ritiene maggiormente importanti nell’affrontare quel dato tema. Questa “conoscenza di sfondo” da cui parte il ricercatore incide in modo rilevante sulle aspettative che egli nutre sulla realtà empirica, sulle sue scelte di ricerca e sulle modalità di interpretazione dei dati raccolti. Se, ad esempio, il ricercatore studia il comportamento cognitivo dei bambini dai 7 agli 11 anni e adotta come quadro teorico la teoria degli stadi di Piaget, si aspetterà che i suoi soggetti siano in grado di svolgere operazioni concrete e reversibili utilizzando i propri schemi mentali come riferimento (ad esempio classificare gli animali). Il background teorico del ricercatore, vasto e in larga misura implicito, guiderà il ricercatore stesso verso la costruzione di un quadro teorico esplicito, e da questo, se la ricerca persegue finalità confermative, egli deriverà le sue ipotesi, anche in relazione ai suoi obiettivi conoscitivi. Se la ricerca persegue finalità esplorative, non verranno formulate ipotesi esplicite e il quadro teorico guiderà semplicemente il ricercatore attraverso il processo di raccolta ed interpretazione del dato empirico.

Sorgente: Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero

Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli

RIMINI 19/08/2016

«Con la nostra civiltà, e senza rinunciare ad essa, sconfiggeremo anche i terroristi. Che seminano morte per tentare di cambiare i nostri cuori e le nostre menti. E’ questa una sfida per gli Stati democratici. Ma anche per le religioni.
Il dialogo tra le fedi è oggi una necessità storica, è una condizione per conquistare la pace. Il dialogo tra le fedi è un atto di umiltà, che può riconciliarci con la storia dell’uomo. E’ questo un tema di grande valore spirituale, che ha fortissime implicazioni politiche e sociali. Dialogo tra credenti di religioni diverse, dialogo sul destino dell’uomo tra credenti e non credenti: ecco un terreno sul quale la cultura europea può dare, ancora una volta, un apporto straordinario.»

«Viviamo oggi l’epoca dell’io.
Intendiamoci: nell’affermazione dell’individuo vi è una intrinseca verità, una crescita della coscienza, una domanda positiva di diritti e di opportunità. Il primato della persona, il riconoscimento della sua integrità e inviolabilità, il principio stesso di uguaglianza tra gli esseri umani hanno tratto alimento da questo percorso storico di affermazione della centralità dell’individuo o, meglio, della persona. L’io non è soltanto identità. E’ anche dignità, libertà. Libertà che ci è stato ricordato – da Kant a Martin Luther King – trova il proprio limite nella libertà degli altri, di tutti gli altri.

Il punto cruciale è che l’io non è autosufficiente.
L’io ha bisogno del tu come l’aria per respirare.
L’io contiene l’esigenza di diventare un “noi” proprio per fronteggiare e raggiungere quei traguardi che è stato capace di immaginare. Perché il noi è la comunità. Il noi è anche la storia. Il noi è la democrazia.»

Testo http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=399

Discorso

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https://www.youtube.com/watch?v=KViygGlsw-g

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