Il Materialismo storico – dialettico: da Hegel a Marx

Marx (1818-1883) uomo politico, filosofo ed economista tedesco, nonostante era allievo del corso di filosofia di Hegel, criticava fortemente il metodo dialettico del suo Maestro. Diceva Marx: “Il mio metodo non solo differisce dal metodo hegeliano nella base, ma ne è diametralmente l’opposto. Per Hegel il processo del pensiero che egli trasforma sotto il nome di Idea, in un soggetto indipendente è il demiurgo (concetto Platonico), della realtà, la quale è solo manifestazione estrinseca dell’Idea. Per me, al contrario, l’elemento ideale non è che l’elemento materiale, trasportato e trasposto nel cervello dell’uomo“. Il materialismo dialettico secondo Marx dunque era l’opposto della metafisica. Al contrario di Hegel, Marx considerava la natura come un insieme unitario di soggetti, oggetti e fenomeni collegati in modo organico tra di loro i quali dipendono gli uni dagli altri; inoltre la dialettica di tipo Marxista descriveva la natura come un processo in divenire, uno stato di movimento e cambiamento progressivo e ascendente, come un passaggio dal tradizionale al nuovo e dal semplice al complesso. Dal punto di vista strettamente politico, Marx viene studiato ancora oggi, perchè era in quel periodo storico l’unico studioso che analizzava la società attraverso alcune categorie importanti quali: Alienazione, dittatura del proletariato, struttura, sovrastruttura e plusvalore. Marx intendeva con alienazione, (termine che deriva dal latino aliens cioè alieno) la condizione per cui un individuo all’interno del luogo di lavoro (la fabbrica) perdeva il valore della sua identità personale; egli veniva considerato come uno strumento o mezzo per la produzione (si pensi all’approccio Taylor- Fordista che si basava sul metodo di lavoro tramite la catena di montaggio nel 1913). La dittatura del proletariato, secondo il metodo dialettico marxista, consisteva nel capovolgimento della posizione che la classe operaia occupava rispetto alla borghesia capitalista nella piramide sociale; la ribellione di una determinata condizione lavorativa ed esistenziale rappresentava per Marx il momento dell’Antitesi hegeliana o meglio dire della rottura con la realtà. Attraverso tale opposizione con la borghesia, il proletariato poteva occupare un ruolo all’interno della società e acquisire determinati diritti. Marx intendeva per struttura l’insieme dei rapporti di produzione che costituiva la società, mentre la sovrastruttura era formata dalle istituzioni che detenevano il potere politico, giuridico ed economico dell’intera società. Infine, Marx nella teoria del valore, intendeva per plusvalore, il lavoro produttivo che dava vita ad altri valori, altre merci. Il capitalista permetteva al proletario di sopravvivere, ma nello stesso tempo lo alienava dal valore che la forza- lavoro produceva. Dunque, il lavoratore provava un sentimento di estraneazione rispetto alla realtà di cui faceva parte.

Fonti Bibliografiche:

Bianca Spadolini, Educazione società – i processi storico- sociali in Occidente, Armando Editore, 2007, Roma, pp. 330- 334.

Dizionario di Filosofia, gli autori, le correnti, i concetti, le opere, Biblioteca Universale Rizzoli, 2008, Milano, pp. 290- 292.

Stalin, Il Materialismo dialettico e storico, Piccola Biblioteca Marxista, Edizioni Rinascita,1950, Roma, pp. 9- 13.

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About Cecilia Pallotta

Sono Cecilia Pallotta, ventisei anni Diplomata presso il Liceo Socio psicopedagogico E. Montale ed Educatrice Laureata in Scienze dell'Educazione con votazione 100/110 presso l'Università degli studi di Roma Tre. Attualmente specializzanda in Scienze Pedagogiche nella stessa Università. Tirocinante presso uno studio di logopedia e svolgo attività di doposcuola per ragazzi delle scuole elementari e medie. Da molti anni studio pianoforte e canto. Scrivo articoli di approfondimento pedagogico e filosofico presso questa rivista.