Papa FRANCESCO: “Mai stancarsi di testimoniare il DIALOGO”

Citazione

MEETING AMICIZIA TRA I POPOLI RIMINI, PAPA FRANCESCO: “MAI STANCARSI DI TESTIMONIARE IL DIALOGO” – 19.8.2016

“C’è una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo”. E’ l’appello di Papa Francesco contenuto nel messaggio al Meeting di Cl. “Scopriremo che aprirci agli altri – sottolinea Francesco – non impoverisce il nostro sguardo, ma ci rende più ricchi perché ci fa riconoscere la verità dell’altro, l’importanza della sua esperienza e il retroterra di quello che dice, anche quando si nasconde dietro atteggiamenti e scelte che non condividiamo”. Il Pontefice rileva ancora che “un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente. In questo modo può iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l’uno e l’altro. Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà”. Per Bergoglio, “tanti sconvolgimenti di cui spesso ci sentiamo testimoni impotenti sono, in realtà, un invito misterioso a ritrovare i fondamenti della comunione tra gli uomini per un nuovo inizio”. Le diversità degli altri sono ricchezza “L’individualismo allontana dalle persone, ne coglie soprattutto i limiti e i difetti, indebolendo il desiderio e la capacità di una convivenza in cui ciascuno possa essere libero e felice in compagnia degli altri con la ricchezza delle loro diversità”, sottolinea il Papa nel messaggio al Meeting di Cl in corso a Rimini. E’ la presunzione di farcela da soli a origine dei conflitti “Di fronte alle minacce alla pace e alla sicurezza dei popoli e delle nazioni, siamo chiamati a prendere coscienza che è innanzitutto un’insicurezza esistenziale che ci fa avere paura dell’altro, come se fosse un nostro antagonista che ci toglie spazio vitale e oltrepassa i confini che ci siamo costruiti”, sottolinea il Papa nel messaggio al Meeting di Cl. “Di fronte al cambiamento d’epoca in cui tutti siamo coinvolti – fa presente Francesco – , chi può pensare di salvarsi da solo e con le proprie forze? È la presunzione che sta all’origine di ogni conflitto tra gli uomini”.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-Mai-stancarsi-di-testimoniar-il-dialogo-624d698e-afd8-4df1-9c23-666223412f9e.html

Testo https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/08/19/0590/01322.pdf

Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero

Il quadro teorico della ricerca.

Il ricercatore che si accosta ad una ricerca non è mai una tabula rasa, ma inizia il suo studio avendo alle spalle una serie di conoscenze pregresse, che derivano dalla sua formazione, dalle sue precedenti attività di ricerca, dalle sue letture, dai suoi interessi scientifici e culturali, ecc. Questo bagaglio, che il ricercatore porta con sé in modo più o meno consapevole, viene detto background teorico del ricercatore. Nel affrontare una ricerca empirica su un tema specifico il ricercatore si documenta poi sugli studi, teoretici ed empirici, che altri studiosi hanno già condotto sull’argomento, attraverso un esame storico-critico della letteratura sul tema. Queste letture, citate in modo più o meno esplicito nel rapporto di ricerca, costituiscono il quadro teorico della ricerca. E’ dal quadro teorico che è possibile intuire le premesse epistemologiche dal quale parte il ricercatore, le scuole di pensiero a cui aderisce, gli autori che egli ritiene maggiormente importanti nell’affrontare quel dato tema. Questa “conoscenza di sfondo” da cui parte il ricercatore incide in modo rilevante sulle aspettative che egli nutre sulla realtà empirica, sulle sue scelte di ricerca e sulle modalità di interpretazione dei dati raccolti. Se, ad esempio, il ricercatore studia il comportamento cognitivo dei bambini dai 7 agli 11 anni e adotta come quadro teorico la teoria degli stadi di Piaget, si aspetterà che i suoi soggetti siano in grado di svolgere operazioni concrete e reversibili utilizzando i propri schemi mentali come riferimento (ad esempio classificare gli animali). Il background teorico del ricercatore, vasto e in larga misura implicito, guiderà il ricercatore stesso verso la costruzione di un quadro teorico esplicito, e da questo, se la ricerca persegue finalità confermative, egli deriverà le sue ipotesi, anche in relazione ai suoi obiettivi conoscitivi. Se la ricerca persegue finalità esplorative, non verranno formulate ipotesi esplicite e il quadro teorico guiderà semplicemente il ricercatore attraverso il processo di raccolta ed interpretazione del dato empirico.

Sorgente: Pedagogia Sperimentale On line – Prof. Roberto Trinchero

Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli

RIMINI 19/08/2016

«Con la nostra civiltà, e senza rinunciare ad essa, sconfiggeremo anche i terroristi. Che seminano morte per tentare di cambiare i nostri cuori e le nostre menti. E’ questa una sfida per gli Stati democratici. Ma anche per le religioni.
Il dialogo tra le fedi è oggi una necessità storica, è una condizione per conquistare la pace. Il dialogo tra le fedi è un atto di umiltà, che può riconciliarci con la storia dell’uomo. E’ questo un tema di grande valore spirituale, che ha fortissime implicazioni politiche e sociali. Dialogo tra credenti di religioni diverse, dialogo sul destino dell’uomo tra credenti e non credenti: ecco un terreno sul quale la cultura europea può dare, ancora una volta, un apporto straordinario.»

«Viviamo oggi l’epoca dell’io.
Intendiamoci: nell’affermazione dell’individuo vi è una intrinseca verità, una crescita della coscienza, una domanda positiva di diritti e di opportunità. Il primato della persona, il riconoscimento della sua integrità e inviolabilità, il principio stesso di uguaglianza tra gli esseri umani hanno tratto alimento da questo percorso storico di affermazione della centralità dell’individuo o, meglio, della persona. L’io non è soltanto identità. E’ anche dignità, libertà. Libertà che ci è stato ricordato – da Kant a Martin Luther King – trova il proprio limite nella libertà degli altri, di tutti gli altri.

Il punto cruciale è che l’io non è autosufficiente.
L’io ha bisogno del tu come l’aria per respirare.
L’io contiene l’esigenza di diventare un “noi” proprio per fronteggiare e raggiungere quei traguardi che è stato capace di immaginare. Perché il noi è la comunità. Il noi è anche la storia. Il noi è la democrazia.»

Testo http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=399

Discorso

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https://www.youtube.com/watch?v=KViygGlsw-g

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Come scrivere una tesi di dottorato (PhD Thesis)

Come scrivere una tesi di dottorato (PhD Thesis)Traduzione a cura di Enzo Papandrea dalla versione Inglese di Joe WolfeQuesta guida per la scrittura di tesi da un aiuto semplice e pratico sui problemi di come partire e come organizzarla, suddividendo l’enorme compito in parti meno ardue e quindi di lavorare su quelle parti. Inoltre spiega il modo pratico per sopravvivere alla prova. Include una struttura suggerita e una guida su che cosa dovrebbe esserci in ogni sezione. Originalmente è stata scritta per gli studenti laureati in fisica e la maggior parte degli esempi specifici forniti sono presi da quella disciplina. Tuttavia, le risposte dagli utenti indicano che è stata ampiamente usata ed apprezzata da studenti laureati nei diversi campi delle scienze e degli studi umanistici.

Sorgente: Come scrivere una tesi di dottorato (PhD Thesis)

Benvenuto!

 

Il nuovo sito della Rivista Italiana di Pedagogia Ebneriana®, da una intuizione di Roberto Astuto.
Provuoviamo il dialogo, l’incontro, la crescita, l’umanazione.

FILOSOFIA POIETICA (Ducci)

EDDA DUCCI, Antologia di saggi brevi su temi di filosofia (LUMSA)
«Il mutarsi delle esigenze critiche ha portato, in tutti i campi della riflessione umana, a rivedere la situazione epistemologica.
In pedagogia si è arrivati alla messa in questione dell’unitarietà del sapere intorno alla realtà educativa. Le polemiche circa la teoresi pedagogica e la filosofia dell’educazione sono note. Il fatto che si sia potuti arrivare fino alla negazione di tale sapere non denota esasperata acribia, ma incertezza, insicurezza e dubitosità mal posta. La soluzione epistemologica che è venuta, ampia, profonda, può rimuovere la dubitosità mal posta; incertezza e insicurezza le rimuoveranno proposte concrete, stimolanti e solide.…

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Edda Ducci, luoghi e tempi di un servizio.

Profilo della grande pedagogista italiana e filosofa dell’educazione.

«Il clima culturale di quegli anni non era certamente il più propizio per invogliare ad una riflessione filosofica sull’educativo.
La filosofia dell’educazione, infatti, era vista con sospetto e forti erano ancora le resistenze dei pedagogisti verso un tale approccio, temuto come rischio di indebita colonizzazione da parte dei filosofi, conseguenza della contestata stagione gentiliana.
Queste resistenze erano evidenti anche a livello accademico. Non poco Edda dovette faticare per far accettare l’idea, alle autorità accademiche baresi, di bandire una cattedra di “Filosofia dell’educazione”, prima in Italia con tale denominazione, cattedra che lei stessa, a sua volta, per prima venne chiamata a ricoprire nel 1980 in seguito all’esito positivo di un concorso.
L’impegno per la promozione culturale si estende anche fuori dell’aula universitaria.…»

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Syriaca.org: The Syriac Reference Portal

Syriaca.org: The Syriac Reference Portal is a digital project for the study of Syriac literature, culture, and history. Today, a number of heritage communities around the world have linguistic, religious or cultural identities with roots in Syriac language and culture. Syriaca.org exists to document and preserve these Syriac cultural heritages. The online tools published by Syriaca.org are intended for use by a wide audience including researchers and students, members of Syriac heritage communities and the interested general public. In order to meet the diverse needs of users, the design of Syriaca.org is inherently collaborative and fluid.

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I Martiri di Otranto e il 1480 (VI e ultima parte) – Fondazione Terra D’Otranto

I Martiri di Otranto e il 1480 Per una rilettura delle vicende storiche tra ipotesi, protagonisti e complessità processuali di Mauro Bortone Le varie fasi di un lungo processo Dopo una necessaria rilettura storica degli avvenimenti storici del 1480, torniamo all’origine della breve inchiesta sui martiri di Otranto. Abbiamo detto delle lungaggini del processo canonico. […]

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I Martiri di Otranto e il 1480 (II parte) – Fondazione Terra D’Otranto

I Martiri di Otranto e il 1480 Per una rilettura delle vicende storiche tra ipotesi, protagonisti e complessità processuali di Mauro Bortone   Le controversie storiche. Una breve rivisitazione dell’episodio ed alcune questioni irrisolte   Per rispondere a questa domanda, si rende necessaria una breve rivisitazione degli episodi storici del 1480. Dopo aver raggiunto il […]

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